Corrispondenza de ERI

Carissime coppie, Papa Francesco ha recentemente pubblicato una lettera apostolica in forma di "Motu proprio" rivolto ai Vescovi, in cui ricorda loro che dobbiamo "imparare a dire addio". Il Papa ha fatto riferimento alle dimissioni cui sono invitati i Vescovi, quando raggiungono l'età di 75 anni. Dopo una vita dedicata al servizio della Chiesa nelle più alte responsabilità, i vescovi devono riposarsi e preparare, secondo la bella espressione di Benedetto XVI, l' "ultimo viaggio".

Durante i viaggi che ho fatto a servizio del Movimento, sono stato molto confortato dall’incontrare tanti equipiers che mi hanno riconosciuto, grazie al fatto che il mio viso e i miei pensieri sono noti attraverso le foto e i messaggi che vi ho inviato con regolarità attraverso il Corriere dell’ERI

Al Collége Internazionale di Florianòpoli nel luglio scorso il tema generale era il versetto del Vangelo di San Giovanni che dice:“Senza di Me voi non potete fare nulla” (Gv 15,5). Questa affermazione di Gesù significa che noi abbiamo un bisogno assoluto di essere uniti a Lui, per ottenere la Vita eterna, essendo Lui stesso la Vita.

Uno dei temi di studio nel nostro Movimento è il ruolo del Consigliere Spirituale nell’Equipe Notre Dame.

Il nostro carisma e la nostra missione in quanto Movimento sono essi stessi inestimabili, malgrado la semplicità e la chiarezza del loro oggetto: aiutare le coppie a percorrere il cammino della santità.

Abbiamo discusso molto, negli ultimi tempi, all’interno del nostro Movimento sul senso della nostra missione nella Chiesa oggi. Questo risponde ai recenti appelli di papa Francesco, ai suoi messaggi alle famiglie.

Secondo l’etimologia, la misericordia si riferisce al “cuore”, un cuore disponibile e aperto per accogliere soprattutto quelli che non si considerano degni di essere amati. Affermare che Dio è misericordioso significa che il suo amore ci precede, che Egli non rinuncia a noi, che ci ama come se noi fossimo il suo “bene”, perché Egli ci ama per quello che noi siamo e non per ciò che noi possiamo donare a Lui.

Il fondamento del matrimonio cristiano è la relazione degli sposi che si amano, cioè, che si vogliono reciprocamente bene, per quello che sono e non per quello che essi possono donare. Il sacramento purifica l’amore umano, che contiene in sé il segno dell’eternità, del definitivo e lo eleva al livello di segno dell’amore tra Cristo e la Chiesa: lo sposo rappresenta Cristo e la sposa rappresenta la Chiesa.

Come voi sapete, non è la prima volta nella storia che la Chiesa ricorda ai suoi figli la Misericordia di Dio. Verso la fine del XVII secolo, santa Margherita Maria Alacoque ha ricevuto la rivelazione del Sacro Cuore di Gesù: pieno di bontà e di Misericordia per il peccatore, Egli chiama alla riparazione, cioè a riconoscere che noi esistiamo perché un Amore ci precede...

Nel contesto provvidenziale che noi viviamo, segnato dalla memoria della conclusione del Concilio Vaticano II, l’8 dicembre 1965, cinquant’anni fa, e ancora per la prossimità del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, io vorrei, in questa lettera, condividere con voi la speranza che il nostro Movimento mi offre circa l’avvenire della famiglia cristiana nella Chiesa...

Pagine