A proposito di Fátima

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Come voi sapete il XII Raduno Internazionale delle Equipes Nôtre-Dame si terrà a Fatima dal 16 al 21 luglio 2018. In occasione di questo evento eccezionale che ha luogo ogni sei anni, ci è apparso interessante ricercare le ragioni che avevano spinto Padre Caffarel ad immaginare il primo incontro di questo tipo nel 1954. Noi abbiamo trovato l’editoriale pubblicato nella LETTRE MENSUELLE DES ÉQUIPES NOTRE-DAME nel gennaio 1954, nel quale egli spiegava perché aveva desiderato che gli équipiers potessero fare questo pellegrinaggio.

"UN  GESTO CHE SI IMPONE"


È una delle gioie, una delle fierezze della nostra generazione avere, se non scoperto, almeno aver preso coscienza delle grandezze cristiane del Matrimonio. Amore coniugale, paternità, maternità, procreazione, missione della coppia, non evocano solamente per noi delle realtà della terra, ma delle realtà umane trasfigurate dalla grazia, apportatrici di grazie, tutte espressive delle realtà divine. 

Vi sto per dire che là c’è una delle fierezze della nostra generazione. Sì, ed è ben legittimo in un senso: noi abbiamo cercato, noi abbiamo trovato, noi ci rallegriamo di aver trovato. Ma c’è spesso una nota di ingenuità e di vanagloria nella nostra fierezza. Noi abbiamo trovato, sì, ma perché Dio ha donato. Non è con noi stessi che dobbiamo rallegrarci, è Dio che bisogna ringraziare.

È da tanto tempo che avevo sognato un grande gesto delle coppie cristiane, attraverso il quale venissero ad esprimere pubblicamente a Dio la loro riconoscenza di essere di questo tempo al quale sono state accordate le sue luci.

Questo gesto sarà il nostro pellegrinaggio a Lourdes del 5,6 e 7 luglio.

Gesto di riconoscenza verso Dio “autore di ogni dono”. Ma anche gesto di riconoscenza verso la Chiesa.

Troppo influenzati da una educazione individualista, noi abbiamo spesso stentato a convincerci che i doni di Dio non ci vengono che nella Chiesa e dalla Chiesa - ciò che San Cipriano traduceva:nessuno ha Dio per Padre, se non vuole la Chiesa per madre. Queste ricchezze del matrimonio, bisogna comprenderlo bene, non sono in terre straniere che noi siamo andati a cercare, ma bensì nel tesoro inesauribile della nostra madre Chiesa. Noi le abbiamo ricevute dalle sua mani.

Noi non abbiamo il diritto di conservarle da avari, da profittatori. Poiché noi le abbiamo ricevute dalla Chiesa, bisogna che la Chiesa ne sia la prima beneficiaria. La nostra riconoscenza non deve essere solamente una parola delle labbra, ma un dono di sé.

Dono di sé, volontà ardente e deliberata di mettere le nostre coppie al servizio della Chiesa:

  • di fare dei nostri figli i suoi figli
  • di offrirle con sollecitudine quelli che Dio chiamerà per il “più alto servizio”
  • di lavorare con tutte le nostre forze per trasmettere ciò che noi abbiamo compreso del matrimonio a tante coppie che lo ignorano e che lo attendono
  • di collaborare al suo compito missionario, a cominciare dalle nostre parrocchie.

Mi domanderete perché Lourdes? Perché è l’Anno Mariano. Perché le nostre Equipes sono sotto il patrocinio di Maria e tengono a prenderla per testimone e garante della loro riconoscenza e delle loro promesse

(Henri Caffarel)

Allora, come lo augurava Padre Caffarel sessantaquattro anni fa, preghiamo e prepariamoci perché il nostro pellegrinaggio che ci condurrà tra poco più di un anno a Fatima sia un vero gesto di riconoscenza verso Dio che ci ha fatto il dono delle ricchezze del matrimonio.

FATIMA 2018