Il nostro servizio di Coppia responsabile ERI sta per finire, in questi anni Il Signore è stato molto generoso con noi perché abbiamo ricevuto molti doni durante tutti gli incontri avuti con tanti équipiers nelle diverse parti del mondo. E davvero dobbiamo dire che i doni non finiscono mai perché consideriamo proprio un grande dono il viaggio in Angola fatto alla fine di marzo, insieme alla CR della SR Portogallo Isabel et Paulo Amaral, al CS Padre Armindo Vaz e a Martha e José responsabili delle Endj, per incontrare e conoscere queste sorelle e fratelli africani. E' stato un viaggio rimandato più volte soprattutto per questioni di visto che non si riusciva ad avere e non nascondiamo che siamo partiti con qualche preoccupazione, soprattutto pensando alle zanzare che pensavamo fossero numerose e fastidiose e che invece sono state così "gentili" da non farsi per vedere per nulla. Abbiamo visitato due città : la capitale Luanda e Caxito, città dove le équipes sono più numerose: l'accoglienza da per tutto è stata molto affettuosa e calorosa così da farci sentire pienamente a nostro agio con tutti loro, tanto da finire per essere vestiti anche noi con i loro costumi! Era la prima volta, dalla nascita del Movimento in Angola, che una coppia dell'ERI visitava questo paese, per questo siamo stati ricevuti ufficialmente anche dai vescovi del luogo, Mons. Franklin, Kahango, e Ferreira Lopes et dal cardinale Alexandre do Nascimento, incontri molto interessanti perché ci è stato possibile conoscere la realtà della Chiesa in Africa e in particolare in Angola, tuttavia ciò che porteremo sempre nel cuore è la gioia che le coppie hanno dimostrato nell'averci con loro e tra loro. I loro canti e le loro danze, che hanno accompagnato il nostro arrivo, ci hanno fatto sentire attesi ed amati. Difficilmente poi potremo dimenticare la visita al santuario di Mama Muxima, la Madre del cuore, dove insieme abbiamo pregato e cantato il Magnificat per tutti noi presenti e in unione con tutti gli équipiers del mondo. Questo viaggio aveva però anche l'obiettivo di essere un incontro di formazione per le coppie che svolgono il servizio di Settore e di Regione, ed infatti due giorni sono stati pienamente dedicati a questo fine e siamo stati molto colpiti e ammirati dall'impegno e dalla motivazione che abbiamo visto nelle coppie presenti. Senz'altro il grande sviluppo che il Movimento ha avuto in Angola in questi ultimi anni (quasi 250 équipe in dieci anni) è dovuto al grande impegno di tutti gli équipiers nella diffusione: quando si crede davvero in qualcosa si ha l'entusiasmo di comunicarlo ad altri! Indubbiamente questo rapido sviluppo porta con sé anche dei problemi di organizzazione e di stabilità delle èquipes, ma non manca a questi fratelli angolani il desiderio di lavorare per il Movimento con passione ed umiltà, imparando dalle Regioni e Super Regioni più anziane e con una piena fiducia nella guida di Cristina e Joao Baptista Makenengo la CR della Provincia che curano con una attenzione tutta particolare il cammino del Movimento . L'incontro con tanti équipiers di base e con alcuni Cs del luogo, veri missionari della Buona Novella, ha reso questo viaggio una festa di amicizia e di fraternità che ci ha arricchito e per il quale ancora una volta diciamo il nostro Magnificat al Signore.
Dopo l'annuncio del prossimo raduno internazionale in Brasile, la "pagina bianca", presentata all'incontro dei regionali di Roma 2009 si è pian piano definita con alcune linee fondamentali:
il luogo: Brasilia;
la data: 21/26 luglio 2012,
il tema di fondo : Osare il Vangelo
il Vangelo che farà da leit-motif: la parabola del buon samaritano (Lc, 10, 25- 37 )
Ora un altro segno importante è nato e ci accompagnerà in questi due anni: il Logo del Rassemblement, frutto del lavoro di équipiers brasiliani e scelto, tra molte altre bellissime immagini, con una votazione, al Collège di Madrid. E' un'immagine molto bella che racchiude molti significati che vi invitiamo a leggere nella relativa scheda di spiegazione. Tenete questa immagine sempre nel cuore, è l'immagine che ci tiene uniti fino a Brasilia 2012
Vi abbiamo invitato, équipiers di tutto il mondo, ad iniziare questo viaggio che ci condurrà fino all'XI incontro internazionale del Nostro Movimento: forse non a tutti sarà possibile raggiungere fisicamente la meta finale, Brasilia, ma certamente a tutti è possibile percorrere le tappe di avvicinamento e condividere l'esperienza di conversione che è sempre vissuta ogni volta che si intraprende un viaggio del cuore e dell'anima.
Noi desideriamo fortemente che la partecipazione reale all'incontro di Brasilia sia la più numerosa possibile, noi vorremmo che ognuno di voi, sparsi in tutti i paesi del mondo, sentisse dentro di sé l'esigenza e il bisogno di essere veramente presente a questo evento eccezionale che ci porta per la prima volta ad incontrarci fuori dall'Europa, nel Paese che per primo, dopo la Francia, ha accolto con entusiasmo il messaggio di P. Caffarel. Esserci significa sentire fino in fondo che l'internazionalità del nostro Movimento avrà il volto delle migliaia di èquipiers che da ogni angolo della terra si mette in cammino per trovarsi uniti intorno al banchetto e alla festa a cui il Signore stesso ci chiama. Comprendiamo che per molti non sarà facile progettare un viaggio così lontano e anche impegnativo da un punto di vista economico, ma noi vogliamo sottolineare con forza la testimonianza che ci è stata data dai fratelli équipiers del Brasile, l'entusiasmo e l'amore per il Movimento che per tanti e tanti anni li ha condotti in Europa in grande numero. Questi fratelli non si sono risparmiati nel sacrificio per poter partecipare ai raduni internazionali di Roma, di Lourdes, di Fatima, di Santiago, questi fratelli ora ci attendono con gioia e trepidazione nella loro terra, questi fratelli attendono da noi una uguale entusiasta risposta. E vogliamo anche sottolineare che tutta l'ERI, e noi personalmente, avvertiamo in questo raduno internazionale in Brasile, il primo extraeuropeo della storia del nostro Movimento, una lettura e una risposta ai segni dei tempi: la giovinezza della Chiesa , il rinnovamento dello spirito, la conversione forte che richiede un ritorno alle radici, va oggi cercata fuori di questa nostra vecchia Europa che sta manifestando tutti i suoi limiti e le sue fragilità. Noi siamo certi che queste riflessioni sono condivise da
molti e siamo certi che ogni èquipier, ogni équipe, ogni Settore, ogni Regione e ogni Super Regione si adopererà al massimo perché questo XI Raduno internazionale veda la più grande partecipazione di tutti gli équipiers del mondo. Abbiamo detto che è iniziato un viaggio, e quando si comincia a pensare ad un viaggio, inizia anche un'attesa. Ogni volta che si dà un annuncio comincia anche il tempo dell'attesa, il vangelo è pieno di annunci a cui seguono attese di compimenti, la vita stessa di ogni uomo è un'attesa perché a nessuno basta solo il presente, tutti viviamo con lo sguardo rivolto verso il futuro.
E se vogliamo fare una riflessione ancora più profonda non è solo dal passato che la nostra vita si muove verso il presente, ma è anche dal futuro che ci arriva una spinta a vivere il presente. Il seme di grano nascosto nella terra lungo il tempo dell'inverno, cresce perché "sogna" la spiga che sarà: è questa immagine di spiga futura che porta avanti il presente.. Quante volte anche per noi accade di vivere il presente in modo più intenso e forte perché già vediamo il futuro? anzi è questa forza che si sprigiona dal futuro che dà vita al nostro presente! E non è così anche per la nostra fede? Non è forse la certezza di un futuro di eternità con Dio che dà vita alla nostra vita presente e ci chiama in avanti ogni attimo presente del quotidiano?
Forse possiamo davvero dire che il presente è solo una risposta agli appelli che ci vengono dal futuro. L' XI Raduno internazionale a Brasilia è fissato nel luglio del 2012 ma in realtà è già cominciato da oggi, nel momento in cui l'annuncio dell'incontro si è fatto, per ognuno di noi, una concreta chiamata di partecipazione alla meta finale, ed è cominciato per tutti noi équipiers anche il tempo dell'attesa, un tempo che, se vissuto con profondità e fede, sarà un tempo di rinnovamento e di ricchezza per tutto il Movimento. Il teologo e biblista Bruno Maggioni dice che "la tentazione di chi cerca Dio è sempre quella di rinchiudere il dono di Dio dentro la propria attesa: ma Dio non si lascia rinchiudere nelle attese dell'uomo: le dilata." Ecco perché l'evento del Raduno internazionale riguarda tutti gli équipiers del mondo e non solo chi vi parteciperà fisicamente: infatti solo così, grazie ad un cammino comunitario che coinvolgerà tutti gli équipiers di ogni Paese della Terra, l'incontro finale a Brasilia potrà essere un momento forte di fede e di incontro con Dio.
In Brasile 18 équipes di servizio, coordinate da Roberto e Graça Rocha, sono già al lavoro da mesi per realizzare al meglio questo grande evento. A Graça e a Roberto e a tutte le coppie che con tanto amore hanno dato la loro disponibilità per questo servizio, diciamo il nostro grande grazie . Tutte le informazioni pratiche sono presenti nelle schede che trovate di seguito; sappiate che le vostre Regioni e Super Regioni hanno tutte le ulteriori informazioni di cui potete avere bisogno e che sul sito creato per questo evento troverete sempre tutti gli aggiornamenti.
Riunione ERI - da martedi' 10/07/2012 a lunedi' 16/07/2012 (alle 14.00) Collège - da martedi' 17/07/2012 a venredi' 20/07/2012 Riunione di Zona - sabato 21/07/2012 (al mattino) Raduno - dalla sera di sabato 21/07/2012 al pomeiggio di giovedi' 26/07/2012 Sessione internazionale - da giovedi' 26/07/2012 a domenica 29/07/2012
Lettera 2012
LA FAMIGLIA: SCUOLA D'AMORE Editoriale per la Lettera marzo 2012 P. Angelo Epis CS ERI (estratto dall'intervento al Collège di Bogotà 2011)
Brasilia 2012 è davanti a noi, ma non dobbiamo solo incontrarci in un luogo nuovo, dobbiamo dare slancio e linfa vitale al nostro movimento per essere sempre più, come ci ha voluto p. Caffarel, movimento di formazione e di riferimento. E' la nostra vocazione nella Chiesa. Sia la vita di p. Caffarel, sia l'incontro con le prime coppie ha portato sempre più a questa convinzione: "Gli uni e gli altri non avevano difficoltà a pensare che la loro vocazione fosse la santità: la santità appariva come il talismano d'amore, il compimento e dell'amore coniugale e dell'amore di Cristo. E poi la riflessione li ha portati a scoprire in un modo tutto nuovo il sacramento del matrimonio, non semplicemente una formalità, ma una sorgente di grazia prodigiosa: il Cristo che viene a salvare l'amore malato dopo il peccato originale e che apporta degli aiuti e delle grazie enormi". (Chantilly 1987). P. Caffarel non ci ha voluti per una santificazione esclusivamente individuale o di coppia. Le équipes sono per il mondo. Sarebbe una fatica inutile cercare nella Scrittura un preciso, dettagliato e diretto discorso sulla coppia. Questa affermazione può lasciare alquanto sorpresi e per¬plessi, ma è un fatto che sia nel¬l'Antico come nel Nuovo Testa¬mento quando si parla del rapporto uomo-donna è sempre per dire pri¬ma di tutto qualcosa su Dio. In altre parole, la Bibbia non fa un discorso moralistico, non fa alcuna pedante predica sul matri¬monio e sulla sessualità, ma assu¬me le categorie nuziali per rivelare il volto e la natura di Dio. In questo modo l'uomo e la donna si sentono interpellati a rea¬lizzare un modello di vita soltanto nella misura in cui cercano Dio e si rispecchiano in Lui. Non è certa¬mente senza ragione che il Signore Gesù ci ha detto di cercare "pri¬ma" il regno di Dio in quanto tutto il resto viene dato di conseguenza. Parlare di coppia, oggi, signi¬fica parlare di un soggetto che ha attraversato un periodo segnato da enormi cambiamenti economici, sociali e politici e che, nonostante la dichiarazione di dissoluzione e di morte degli anni '60, ha mante¬nuto una propria struttura stabile e condivisa dalla maggioranza. Tuttavia dobbiamo guardare in faccia al dono di Dio e alla complessità della famiglia oggi e cercare risposte. - Evangelizzare la famiglia. Forse è giunto il momento di sottoporre ad un serio e critico esame di come oggi in tanti settori della chiesa si affrontano le proble¬matiche familiari. Sovente l'aspet¬to moralistico è preponderante: si parla molto di problemi morali e meno di Dio, dimenticando che il comportamento morale è soltan¬to una conseguenza dell'incontro con Dio. Spesso anguste e asfissianti pro¬blematiche di carattere moralistico e devozionale non sono state capa¬ci di far aprire il cuore alla grande e svariata missione della famiglia nel mondo odierno. Una famiglia non va giudicata, presa d'assalto con mille ricette, ma evangelizzata con l'amore stesso di Cristo. Una evangelizzazione che af¬fonda le radici in un itinerario di conversione e di radicamento nel sacramento di Alleanza. L'adesione a Gesù Cristo im¬plica una scelta di fede, ma nello stesso tempo domanda di confor¬mare la propria vita al suo Vange¬lo. L'accoglienza della Parola non può non tradursi che in scelte con¬crete di vita. - Divenire Vangelo vissuto. II problema di come impostare la propria vita in coerenza con il Vangelo è soprattutto un proble¬ma di scelte personali. Gli sposi inseriti in quella comunità primor¬diale che è la famiglia, nel rispetto della libertà dei suoi singoli com¬ponenti devono interrogarsi: "che dobbiamo fare? Quale impronta, quale stile dobbiamo dare alla no¬stra vita in famiglia e fuori casa?". Mentre accetta e condivide i do¬veri religiosi di tutte le famiglie cristiane - pregare, andare a messa, sentirsi inseriti nel cammino for¬mativo della comunità - la famiglia "cristiana" sceglie e vive un'im¬pronta che deve caratterizzare un po' alla volta la vita quotidiana in tutte le sue espressioni: all'inter¬no della famiglia come all'esterno. Questa scelta, illuminata dalla fede e dal dialogo quotidiano con Dio, dovrebbe creare un'impron¬ta originale nelle relazioni tra gli sposi, con i figli, con la comunità ecclesiale e civile. Dovrebbe cam¬biare in modo graduale anche il rapporto con i beni materiali, con il denaro, con il tempo e con gli impegni della vita quotidiana. - Con uno stile di coppia cristiana. Lo stile non è una maschera che la coppia deve assumere per essere coerente con la propria ispi¬razione evangelica: è piuttosto il frutto di una graduale trasformazio¬ne che nasce quasi spontaneamen¬te dall'esperienza di sentirsi amati da Dio e di avvertire che l'amore vicendevole tra sposi, con i figli e verso tutti si lascia trasformare da questa esperienza. Lo stile di vita della coppia cristiana è il risul¬tato di una sintesi originale fra interiorità e corporeità, è l'espres¬sione della propria identità che na¬sce come frutto di ricerca, di con¬quista, di continui superamenti; "è un abito" che viene tessuto con la pazienza del dialogo, con la ricerca di soluzioni ai problemi, che passa anche attraverso conflitti dolorosi, provocazioni e che si evolve con scelte maturate e a volte sofferte. Il modo di vivere di una famiglia cristiana, come dice Sant'Agostino: "diventa un canto nuovo... Colui che sa amare la vita nuova, sa cantare an¬che il canto nuovo...". Una famiglia che porta in sé stessa, nel suo stile di vita l'im¬pronta della relazione con il Si¬gnore Gesù e del suo Vangelo, è un "canto nuovo" una sinfonia che accende speranza. Più che le denunzie ed i procla¬mi per contrastare le contraddizio¬ni e le sfide dei tanti modelli e stili di vita, apparentemente familiari, la famiglia "cristiana", con il sacra¬mento del matrimonio, accoglie il dono dello Spirito Santo, capace di trasformare l'amore sponsale ed aprirlo alle esigenze più radi¬cali ed impegnative. - La "risorsa" delle équipes: la spiritualità. Anche se la famiglia non può compiere servizi specifici nella co¬munità, è importante che risponda al compito essenziale di servizio, che è quello di essere testimoni dell'amore vero: che è fedeltà, pa¬zienza, perdono, servizio... in una parola vita di comunione. Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, così esprimeva il senso della famiglia quale risorsa nella vita della Chiesa: "La famiglia è stata pensata da Dio come un'im¬magine detta Trinità... Non un'im¬magine neutra da incorniciare in un album di fotografie, ma come un'im¬magine provocante. Che provoca gli uomini alla pace, alla convivialità, alle differenze... la famiglia agenzia periferica della SS. Trinità: labora¬torio che produce le stesse esperienze di comunione..., la famiglia perché icona della Trinità deve diventare luogo dove si sperimentano le rela¬zioni e quindi si recuperano i significati" . * spiritualità del dialogo: (Dovere di sedersi). E' nel dialogo la salvezza della coppia e della famiglia. Scriveva il card. Tettamanzi "È il dialogo l'emergenza del no¬stro tempo... ... basta guardare alla trama di solitu¬dini e sofferenze, paure e ostilità, che lacerano la carne viva (della città), riducen¬do la trama urbana ad arcipelago di piccole isole, spesso non comunicanti tra loro". Un dialogo non solo "esteriore", ma anche "interiore e spirituale". Lo spazio della relazione con sé. Il dia¬logo con gli altri. E con Dio. Cristo "bussola" dell'uomo sapiente "si offrì a noi come mirabile esempio di uomo in dialogo" con Dio e con gli uomi¬ni. "Nell'incontro con una persona e il suo mistero, il linguaggio dei fatti non basta più. Abbiamo anche bisogno di quello che chiamiamo il linguaggio del cuo¬re... Vorrei esprimere una certezza: il dialogo è possibile sia tra i linguaggi che tra le culture e le religioni". "Il dialogo come seme, come lievi¬to, ormai è indispensabile se si vuole sopravvivere in un tempo spaccato dalle antipatie o peggio dall'odio". (C.M. Martini). Se il dialogare è una necessità è anche un piacere, una sfida, per¬ché la qualità della nostra vita dipen¬de, in una percentuale altissima, dalle parole che diciamo e dai sentimenti con cui le manifestiamo. Credo sia questo un compito delle singole coppie, ma si deve estendere alle équipe in tutto il mondo. * spiritualità della condivisione (Partage). Se tu ed io scambiamo un dollaro, restiamo sempre con un dolla¬ro ciascuno. Se invece ci scambiamo le idee, dopo tu ne hai due ed io pure". (Dan Zadra). Scambiarsi una moneta o un oggetto è, in realtà, un atto che lascia come prima ed è, alla fine, segno di egoismo. Scambiarsi un'idea o l'amore è, invece, un arricchimento: il pas¬saggio, infatti, fa sì che tu conservi ancora la tua idea o il tuo amore, ma contemporaneamente tu ricevi anche quello dell'altro e, così, en¬trambi siamo divenuti più dotati. Chi vive solo per gli scambi commerciali non potrà mai capire quel paradosso che Gesù ha propo¬sto in una frase citata da S. Paolo e ignota ai Vangeli: "C'è più gioia nel dare che nel ricevere" (A. 20,35). Ci sono persone, e dobbiamo aggiungere con tristezza coppie, fa¬miglie, comunità... che hanno una vita colma di cose eppure vuota di serenità e di pace, proprio perché il loro rapporto è basato tutto sul calcolo, senza capire che è la liber¬tà di dialogo o di donazione che rende piena l'esistenza. Il confronto delle idee, l'ab¬braccio nell'amore, la conversazio¬ne intelligente sono i veri percorsi per arricchire l'anima e gustare la bellezza della vita. Forse si dovrà riscoprire il linguaggio dei segni, che sono più intuitivi e più comunicativi. La stessa Chiesa avverte il disagio di non saper co¬municare con il mondo e le nuove culture. Forse avverte che la co¬municazione non è fatta di sole pa¬role (il dire, l'annunciare...), ma di sentimenti (prima bisogna ama¬re l'altro!), disegni (dare segnali attraverso alcune scelte...). Ma ciò che preoccupa maggior¬mente è che l'incomunicabilità sta corrodendo la coppia e la famiglia, che dovrebbero essere il luogo più fertile e libero della comunicazione e del dialogo. * spiritualità dell'azione pastorale. (Tema di studio) I documenti del Magistero di questo ultimo trentennio, ci in¬dicano il sentiero che conduce a valorizzare la famiglia come "risor¬sa" nella progettazione pastorale. Citiamo per tutti il documento evangelizzazione del sacramento del matrimonio, nel quale si pre¬cisa che: "i coniugi in forza del loro ministero non sono soltanto l'ogget¬to della sollecitudine pastorale della Chiesa, ma ne sono anche il sogget¬to attivo e responsabile in una mis¬sione di salvezza che si compie con la loro parola, le loro azioni e la loro vita." (CEI, CSMn.59). Dice infatti il Concilio: "È un dovere permanente della Chiesa (...) scrutare i segni dei tempi alla luce del Vangelo (...) e rispondere ai perenni interrogativi degli uomini, nel senso della vita presente e futura e sul loro reciproco rapporto" (G.S. n. 4). Una delle espressioni più forti di Paolo VI, riproposta più volte da Giovanni Paolo II, è questa: "lì futuro della Chiesa e dell'Umanità passa per la famiglia!". Aggiunge Giovanni Paolo II: "Seguendo il Cristo venuto al mondo per servire" (Mt. 20,28), la Chiesa considera il servizio alla famiglia uno dei suoi compiti essenziali. In tal senso, sia l'uomo che la famiglia costituiscono "la via della Chiesa" (lettera alle famiglie n. 2). Se l'avvenire dell'umanità pas¬sa attraverso la Famiglia significa che il "Matrimonio e la Famiglia -commentano i vescovi - sono uno dei beni più preziosi dell'umanità ed irrinunciabili sono i valori della realtà matrimoniale". I nostri temi di studio non possono essere un esercizio di dibattito culturale; vi è in gioco la nostra crescita personale, ma anche la missione a servizio della Chiesa. La Coppia è veramente "ri¬sorsa" se vive la sua identità e la sua missione a favore dell'intera comunità cristiana, nel modo che le è "proprio e originale" (Familiaris Consortio n.50). Secondo il disegno divino, la famiglia è costituita quale "intima comunità di vita e di amore" (G.S. 48), che si compirà totalmente nel Regno di Dio. In altre parole la fa¬miglia ha la missione di custodire, rivelare e comunicare l'amore; quale vivo riflesso e reale parte¬cipazione dell'amor di Dio per l'umanità e dell'amore di Cristo Signore per la chiesa sua sposa. * spiritualità eucaristica e di perdono. (Preghiera e Partage). Ci ritroviamo nelle nostre case per ricordare che Gesù mangiò la Pasqua, fece l'Ultima Cena, istituì il sacramento del Sa¬cerdozio, il sacramento dell'Euca¬ristia e lavò i piedi agli apostoli in una casa, il Cenacolo. Tutti questi misteri sono accaduti nella sala da pranzo di una casa... per cui la casa, spazio della fami¬glia, rimane il luogo altamente si¬gnificativo per la costruzione del Regno di Dio. Se la famiglia è "piccola chiesa", "chiesa domestica", lo è a partire da come noi viviamo in casa la nostra realtà concreta della vita, illuminata dalla preghiera che quotidianamente eleviamo a Dio e dalla liturgia feriale di comunio¬ne che ci prepara e ci fa vivere la grande liturgia comunitaria dome¬nicale. Questo ci dice che la famiglia non è un'appendice della Chiesa che organizza e propone, ma essa stessa è stimolo propositivo perché ne fa esperienza al suo interno. Spazio di assoluto rilievo è l'Eucaristia: L'Eucaristia è l'Alleanza nuo¬va ed eterna! Ma, "Alleanza" è anche il matrimonio cristiano. E precisamen¬te l'Alleanza Eucaristica "allora" la sorgente e l'alimento di questa alleanza sponsale, cioè di questa comunione condivisione che si ri¬trova nella coppia e nella famiglia. E il "sì d'amore" di Gesù per la Chiesa, "sì" pronunciato sulla cro¬ce, che fa della Chiesa la "sua spo¬sa" per sempre. "I due saranno una carne sola": ciò è detto primariamente di Cri¬sto e della Chiesa sulla croce, ciò viene ricordato e riproposto in ogni Eucaristia ed è proprio tutto que¬sto la sostanza ed il fondamento dell'essere "un cuor solo ed un'ani¬ma sola" per i coniugi cristiani. L'Eucaristia è fonte di vita perché essa è essenzialmente e fondamentalmente il cibo di vita; dice Gesù: "Io sono il pane della vita disceso dal cielo, chi mangia di questo pane vivrà per sempre, e il pane che io do è la mia carne per la vita del mondo... se non mangerete la carne del Figlio dell'uomo... non avrete la vita in voi". Nutrendosi di questa carne, la coppia può essere, nella sua verità profonda santuario della vita. La famiglia c'è e potrà vivere solo per dare la vita. Così è stata pensa¬ta da Dio, che è il Dio dell'amore e della vita. Ogni amore non può non es¬sere fecondo, perché all'amore è indispensabile estendersi, conqui¬stare, rinnovare. Per cui gli sposi cristiani, nello stesso tempo in cui generano i figli, espressione della loro fecondità materiale, proprio in ragione del nutrimento che ri¬cevono dall'Eucaristia diventano generatori di umanità rinnovata, di solidarietà, di gioia di vivere. L'Eucaristia fonte di vita per¬ché memoria del sacrificio della croce, cioè dell'amore del dono totale di sé che Cristo fa alla Chie¬sa e all'umanità intera. Ora, que¬st' amore e questa donazione, che si ritrovano vivi e palpitanti nel¬l'Eucaristia, diventano l'unica e grande legge di vita della coppia e della famiglia cristiana. I rapporti interpersonali, dentro e fuori del¬la famiglia sono ispirati e sostenuti dalla logica dell'amore e del dono. È una perenne "scuola d'amo¬re" che ci fa capire il gesto della croce: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv. 15,12). Ciascuna coppia, strada facen¬do, elabora un progetto e realizza una missione benedetta e ispirata da Gesù stesso, che è vivente nella loro comunione ("Il Regno di Dio è in mezzo a voi", Lc 17,21). Dio non unisce due persone senza che questa sua opera porti frutti di bene. Naturalmente in questo ambito va vissuto con particolare impegno il perdono reciproco e verso gli altri. E' Cristo la sorgente e la fonte a cui dobbiamo attingere per rinfrescare il nostro cammino di credenti. Più volte lo abbiamo richiamato nel corso degli anni! Su Cristo si gioca la nostra vita, non su un aspetto o l'altro del metodo o su alcune scelte della nostra vita. Le crisi, peraltro inevitabili nella vita, si affrontano guardando a Lui e partendo da Lui.
Seguito della Lettera 2012
Le END nell' Isola Mauritius In questa rubrica notizie internazionali, oggi vi proponiamo di scoprire le Equipes Notre-Dame nelle isole Mauritius. Pascale e Gérard Gouges, Responsabili Régionali, ci fanno scoprire quest'isola così piacevole.
Presentazione : L'isola Mauritius si trova nella zona sud occidentale dell'Oceano Indiano di fronte alla costa del Madagascar. Isola vulcanica, la cui superficie misura 1 865 km², conta una popolazione di 1 milione e 300.000 abitanti. L'isola è indipendente dal 1968 e la sua economia si basa sull'industria saccarifera, tessile e turistica.
Un po' di storia : Olandesi scoprono l'isola nel XVII secolo e la battezzano Mauritius. Essa diventa un punto di approvvigionamento di prodotti sulla strada delle Indie. Proprio in questo periodo si estingue l'uccello leggendario: il Dodo, che non sapendo volare, viene sterminato dai marinai che sono alla ricerca di carne fresca. Nel 1721 i francesi prendono possesso dell'isola e la battezzano Ile de France. Vengono quindi "importati" dal Madagascar e dall'Africa numerosi schiavi perché lavorino nelle piantagioni di canna da zucchero. Il dominio francese termina nel 1810 a seguito di una accanita battaglia con i Britannici. Questi ultimi ridanno all'isola il nome Mauritius e governano l'isola per 158 anni (fino all'indipendenza del 1968). La schiavitù viene abolita nel 1835 e lavoratori provenienti dall'India, sostituiscono gli schiavi nei campi di canna da zucchero. L'isola ha accolto anche parecchi immigrati cinesi.
Attuale situazione multietnica :
L'attuale composizione delle popolazione dell'isola è quindi il risultato di 400 anni di storia. I discendenti dei coloni inglesi o francesi, degli schiavi africani o malgasci, dei lavoratori indiani o dei commercianti cinesi costituiscono la società mauriziana. Gli indo-mauriziani sono largamente maggioritari e rappresentano più del 68 % della popolazione, di cui il 52 % è indù e il 16 % mussulmani. I Creoli, discendenti di schaive e in maggioranza cattolici (27%), i Sino-mauriziani (3%) e i franco-mauriziani-bianchi (- 2%).
La Chiesa : Padre Jacques Désiré Laval sbarca all'isola Mauritius nel 1841. Porterà una nuova spinta alla Chiesa mauriziana catechizzando un gruppo di schiavi e formandoli perché aiutino la missione. La tomba di padre Laval è attualmente un luogo venerato sul quale si raccolgono i mauriziani di tutte le credenze religiose. Durante la sua visita dell'ottobre 1989 Papa Giovanni Paolo II si rivolse ai Mauriziani con queste parole : «Sapete quanto io ami padre Laval. Vi amo allo stesso modo. Continuate a seguire il suo cammino.» Padre Jacques Désiré Laval è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 29 aprile 1979.
Le Equipes Notre-Dame :
Attualmente siamo 46 équipe suddivise in 3 settori. L'équipe nazionale è composta dalle coppie responsabili di ogni settore e dal Consigliere Nazionale. Ci incontriamo ogni mese e condividiamo le gioie e le difficoltà di ogni singolo settore. Ci sta molto a cuore veder nascere nuove équipe formate da giovani coppie. Attualmente si lascia un grande spazio alla carriera professionale e alla vita sociale e impegnarsi in un Movimento ecclesiale è impegnativo. I giovani hanno molte difficoltà a vivere la Carta e preferiscono non impegnarsi in équipe. Quest'anno è partita l'équipe Tandem e in questo momento ci sono 6 équipe in accompagnamento.
Manchiamo di sacerdoti, ma i nostri attuali consiglieri spirituali sono per fortuna fedelissimi agli appuntamenti e hanno a cuore l'accompagnamento delle équipe. Le nostre gioie più grandi restano la solidarietà e l'amicizia che regnano tra i nostri équipiers. Abbiamo la fortuna di una grande collaborazione tra i nostri sacerdoti e gli équipiers nel servizio alla Chiesa.
Geneviève et Hervé de Corn
Il pensiero del giorno
Tu sei un Dio che parla non tanto negli avvenimenti straordinari, ma attraverso la traccia che lasci nelle nostre vite. La tua parola dà senso alle nostre esistenze ed alla nostra storia. Orienta le nostre vite verso il bene e la felicità, verso la relazione piena con te e con gli altri. Oh Dio, che nel settimo giorno hai saputo fermarti per dare un senso al turbinio della creazione, fammi scoprire come Tu ti renda presente mentre vivo l'esperienza della vita quotidiana, come tu ti sia mostrato nei gesti che gli altri hanno fatto nei miei confronti, nelle decisioni che ho preso, nelle scelte che ho fatto, senza importi non come un'evidenza, ma come una presenza amante.
Riunione ERI - da martedi' 10/07/2012 a lunedi' 16/07/2012 (alle 14.00) Collège - da martedi' 17/07/2012 a venredi' 20/07/2012 Riunione di Zona - sabato 21/07/2012 (al mattino) Raduno - dalla sera di sabato 21/07/2012 al pomeiggio di giovedi' 26/07/2012 Sessione internazionale - da giovedi' 26/07/2012 a domenica 29/07/2012