Lettera di Gennaio 2019

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Carissimi equipier:

L'esperienza di poter condividere con tante coppie e sacerdoti all'interno del Movimento, fa sì che la mia gratitudine a Dio e alla Chiesa diventino una continua lode e un riconoscimento dell'azione del Signore nei cuori e negli animi dei suoi figli.

Il cammino di santità a cui siamo chiamati, in mezzo alla vita quotidiana e alle faccende ordinarie, ci porta a guardare a ciò che il momento presente ci offre e, permettendo alla Parola di illuminarci, possiamo offrire qualche frutto del nostro discernimento e del nostro agire di credenti.

Per me, poter partecipare ad una riunione di ERI diventa un'occasione provvidenziale per riconoscere le tracce della misericordia di Dio in ogni parte del mondo. Il condividere alcuni giorni con le coppie che animano il Movimento, che collegano le diverse zone, che coordinano equipe di riflessione, studio e produzione di testi, che raccolgono e ordinano l'abbondante materiale prodotto nelle Equipe, insomma, essere fraternamente vicino al lavoro di ciascuno, mi porta a rendere continuamente grazie a Dio per il dono di far parte del Movimento. Questa appartenenza mi fa diventare sempre più un tutt'uno con il mondo.

Conoscere le gioie e le tristezze, le fatiche e i dolori, le conquiste, gli impegni, le difficoltà e le testimonianze di tante persone in così tanti e così diversi luoghi, non può che condurmi a mantenere vivo il mio impegno.

In questo particolare momento della nostra storia contemporanea, non possiamo restare isolati dal dolore di tanti fratelli che soffrono: da un lato, le vittime della violenza e dell'ingiustizia nata dall'ambizione degli uomini; dall'altro, le vittime di calamità naturali (inondazioni, uragani, catastrofi, incendi…); inoltre, le varie situazioni di difficoltà o di conflitto in cui si trovano le persone che hanno bisogno di una parola di conforto o di un gesto di solidarietà. In tutto il pianeta, i nostri simili desiderano misericordia e compassione.

Far parte delle Equipe Notre-Dame deve portarci ad impegnarci seriamente per i bisogni che possono trovare solidarietà da parte nostra. In quanto battezzati e come membri del Movimento, tutti noi dobbiamo sentire l'impegno che la fede stimola e incalza e che la richiesta del Signore ci domanda.

Non possiamo fermarci ad un cammino spirituale che ci avvicina solo a chi ci è più prossimo, ma è necessario che veramente USCIAMO senza timore a servire e a essere solidali con le varie sofferenze che accompagnano i nostri fratelli e sorelle sulla terra. Ognuno di noi deve sentire cosa significa essere discepolo di Gesù.

Pertanto, chiediamo al Signore di tenere sempre sveglia la nostra sensibilità al dolore e la nostra permanente ed efficace solidarietà con i bisognosi.

P. Ricardo Londoño Domínguez,
Conseiller Spirituel de l’ERI

 Leggere la Corrispondenza de ERI
De Thérèse & Antoine LECLERC