Lettera di Ottobre 2017

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P. FariasCarissime coppie

Al Collége Internazionale di Florianòpoli nel luglio scorso il tema generale era il versetto del Vangelo di San Giovanni che dice:“Senza di Me voi non potete fare nulla” (Gv 15,5). Questa affermazione di Gesù significa che noi abbiamo un bisogno assoluto di essere uniti a Lui, per ottenere la Vita eterna, essendo Lui stesso la Vita.
Quando noi parliamo di Vita eterna, molti di noi scuotono la testa con una certa aria di scetticismo , perché quello che a noi interessa qui ed ora non è la vita eterna, ma quella vita reale che noi viviamo. Per la vita eterna noi avremo molto tempo, tutta la stessa eternità. In realtà, noi pensiamo che la vita eterna – quella vita che non termina mai –è una realtà dell’ordine escatologico. Allora parlare della vita eterna è immaginare la vita dopo la morte. Ma siccome noi non abbiamo fretta di morire, noi rimandiamo a più tardi il pensiero sulla vita eterna

Ma le cose non stanno proprio così. Quando Gesù ci dice: “Senza di Me voi non potete fare nulla” (Gv 15,5), Egli attira la nostra attenzione su questa Ora concreta nella quale noi viviamo e che ci accompagna nello scorrere costante del tempo che noi viviamo e percorriamo. È qui ed ora che Egli vuole offrirci la vita in pienezza, perché abbiamo la forza, la serenità e la pace durante il nostro viaggio, che è la nostra vita, simile al viaggio degli apostoli, quando, durante la notte, hanno dovuto attraversare il mare di Galilea e sono stati sorpresi da una grande tempesta.
Anche noi attraversiamo il mare della vita in mezzo ad una immensa tempesta che mette in pericolo la famiglia, la Chiesa e tutta l’umanità. Forse in tutta la storia l’umanità non ha mai vissuto in mezzo ad una tempesta simile, ad un uragano come quello che minaccia oggi la Chiesa, la famiglia, le coppie. Come possiamo sopravvivere in mezzo ad una simile tempesta tropicale? Come? Come San Pietro, potremo noi camminare sulle onde del mare, senza affondare, se il Signore non ci dà la mano?

È per questo che il Signore ha fondato la sua Chiesa; ha promesso a San Pietro che le porte dell’inferno non prevarranno su di essa; Egli ci ha lasciato i sacramenti che ci guariscono - il sacerdozio, la penitenza (sacramento del perdono e della pace) e l’unzione degli infermi; Egli ha ispirato nella Chiesa il nostro Movimento, con i suoi punti concreti di impegno, che ci aiutano tutti – coppie e consiglieri spirituali – a vivere la santità dei nostri due sacramenti; Egli ci ha lasciato Sua Madre, la Nostra Signora, come nostra Madre, la quale a Fatima, 100 anni fa, ha detto ai Pastorelli (e dice a noi oggi): “Ebbene, voi dovrete soffrire molto, ma la grazia di Dio sarà la vostra consolazione!”
Uno dei punti concreti di impegno, sul quale, voi lo sapete bene, io ho molto insistito, è la preghiera coniugale. Quest’anno, e come preparazione spirituale in coppia per il grande raduno a Fatima, io vi invito a fare della recita del Rosario la vostra preghiera coniugale. La Nostra Signora ha promesso che dalla preghiera del Rosario, ogni giorno, dipende la pace: la pace nel mondo, la pace nelle famiglie e la conversione dei poveri peccatori. Così dunque, la preghiera del Rosario sarà per noi il mezzo con il quale noi potremo, secondo la promessa della Nostra Signora, attraversare in sicurezza la grande tempesta tropicale che minaccia il mondo e che investe anche la Chiesa.

P. José Jacinto Ferreira de Farias, scj
Consigliere Spirituale dell’ERI

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