Corrispondenza de ERI

Secondo l’etimologia, la misericordia si riferisce al “cuore”, un cuore disponibile e aperto per accogliere soprattutto quelli che non si considerano degni di essere amati. Affermare che Dio è misericordioso significa che il suo amore ci precede, che Egli non rinuncia a noi, che ci ama come se noi fossimo il suo “bene”, perché Egli ci ama per quello che noi siamo e non per ciò che noi possiamo donare a Lui.

Il fondamento del matrimonio cristiano è la relazione degli sposi che si amano, cioè, che si vogliono reciprocamente bene, per quello che sono e non per quello che essi possono donare. Il sacramento purifica l’amore umano, che contiene in sé il segno dell’eternità, del definitivo e lo eleva al livello di segno dell’amore tra Cristo e la Chiesa: lo sposo rappresenta Cristo e la sposa rappresenta la Chiesa.

Come voi sapete, non è la prima volta nella storia che la Chiesa ricorda ai suoi figli la Misericordia di Dio. Verso la fine del XVII secolo, santa Margherita Maria Alacoque ha ricevuto la rivelazione del Sacro Cuore di Gesù: pieno di bontà e di Misericordia per il peccatore, Egli chiama alla riparazione, cioè a riconoscere che noi esistiamo perché un Amore ci precede...

Nel contesto provvidenziale che noi viviamo, segnato dalla memoria della conclusione del Concilio Vaticano II, l’8 dicembre 1965, cinquant’anni fa, e ancora per la prossimità del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, io vorrei, in questa lettera, condividere con voi la speranza che il nostro Movimento mi offre circa l’avvenire della famiglia cristiana nella Chiesa...

“È dura, questa parola! Chi può ascoltarla?” (Gv 6,60), fu la reazione di molti dei discepoli alle parole di Gesù dopo la moltiplicazione dei pani. In una chiara allusione all’eucarestia, Gesù dice che la sua carne è vero cibo, che il suo sangue è vera bevanda.

Nelle lettere precedenti che io vi ho scritto ho mantenuto come tema di fondo durante questi anni l’attenzione su due punti concreti di sforzo della metodologia spirituale del nostro Movimento, in altri termini, il dovere di sedersi e la preghiera coniugale...

Nell'ultima lettera che vi ho scritto, ho parlato dell'importanza di due punti concreti di sforzo -il dovere di sedersi e di preghiera conjugale- come mezzi fondamentali per promuovere e vivere il mistero della l'amore coniugale....

Il nostro Movimento è impegnato a progredire al ritmo della chiesa nel suo processo sinodale. Essa, cerca alla luce del Vangelo, a "discernere le vie per rinnovare la Chiesa e la società nel loro impegno per la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna"...

Gesù, a un certo momento, nel Vangelo, rimprovera agli uomini del suo tempo di non essere in grado di leggere, negli eventi naturali, i segni della presenza di Dio nella storia (Lc 12,54-59).

L’internazionalità del nostro movimento è sorgente di grande ricchezza; l’ultimo raduno di Brasilia l’ha dimostrato una volta di più. E’ dunque importante che gli equipier del mondo intero possano essere in comunione; per questo è necessario conoscere meglio la realtà delle nostre vite, per comprendere meglio le nostre culture, e la nostra maniera di vivere in equipe. La comunicazione dunque gioca un ruolo importante. Come dice papa Francesco: “comunicare bene ci aiuta a rapportarci e a conoscerci meglio gli uni gli altri”.

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