Il consigliere spirituale : un équipier, una guida, un amico.

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Se il consigliere spirituale è un équipier come tutti gli altri, lui occupa però un posto particolare. E' sia un équipier che una guida ed un amico{¹}.

Innanzitutto, il consigliere spirituale (CS) è un équipier come gli altri: la sua relazione con l'équipe non è ieratica; non è li per “ insegnarci “ nel senso stretto; ci sono per questo dei responsabili d'équipe. Di fatto, questo non è per lui una missione in più. I nostri ultimi due CS avevano l'impressione di partecipare per loro quanto per noi.

Di fatto, ci riceve al pare dei altri équipiers, si unisce agli incontri sia formali che non e può partecipare ai ritiri annuali.

Ma,resta un équipier e un sacerdote: mentre le coppie hanno ricevuto il sacramento del matrimonio, il CS è stato ordinato; il suo posto in équipe mostra il parallelo tra le nostre vocazioni: camminiamo ognuno a modo suo verso Cristo. È l'anello d'unione tra équipe, chiesa e diocesi: nella nostra èquipe, ci capita di affrontare temi di fondo che investono la Chiesa; questo è molto più interessante visto le nostre diverse sensibilità. La presenza del CS ci guida su queste tendenze: quale tonalità dare al caffè? Ci permette altresì di esprimerci in quanto famiglia praticante su le nostre attese e di farci sentire o almeno discuterne.

In fine, con la sua presenza abbiamo un rappresentante di Cristo al seno della comunità ecclesiale che è l'équipe. Questo sentimento di formare una piccola chiesa culmina con la celebrazione dell'eucaristia in équipe.

Il nostro CS è una guida che ci aiuta con le sue sapere. Con la sua cultura dei simboli biblici ci illumina durante la preghiera e nello studio della parola. Sarebbe stato molto più difficile cogliere  la dimensione e la profondità di numerosi testi (come il Vangelo di Giovanni ) e la loro portata senza il suo appoggio.

Ci sostiene con la sua esperienza; la sua pratica della preghiera e l'assidua frequentazione della parola fanno si che ci mette nella giusta condizione d'affrontare i punti concreti di sforzi non come doveri ma come mezzi utili per incamminarsi verso Gesù. Ci aiuta a relativizzarsi quando gli sforzi ci sembrano insufficienti; ci rifocalizza su l'essenziale.

È illuminato anche dalla testimonianza della nostra coppia cristiana, lui che è al contatto di numerose altre famiglie. Li portiamo tante idee per la preparazione la matrimonio, su come funziona una coppia, sul posto dato a Cristo, ai figli, alla sessualità. Su quest'ultimo le testimonianze dei équipiers, delle felicità e delle difficoltà di ogni coppie, può arricchire il CS. Nella sua missione di prete, sarà portato a preparare coppie al matrimonio, a celebrare unione. Acquisisce cosi una migliore conoscenza della coppia e della famiglia, dell'importanza dei sacramenti, della percezione che genitori e figli hanno del catechismo, della fede, della vita nella chiesa.

In fine, diventa un amico che rassicura e sostiene. È garanzie per l'équipe: arbitra l'elezione dei responsabili, esercitante il suo discernimento e una certa responsabilità. Trova sempre il modo migliore per farci progredire e risolvere i vari momenti di tensioni possibili rimettendoci nella giusta ottica dinanzi alle nostre preoccupazioni e varie discuzioni.

E' il filo conduttore con la chiesa, lo frequentiamo spesso se siamo della sua parrocchia o non. Il nostro CS ha battezzato vari figli d'equiparar, ha preso il tempo per discutere con i più grandi, ha confessato i équipiers che l'hanno richiesto.

Con il tempo è diventato uno di famiglia. Fu il caso del nostro primo CS con cui abbiamo camminato per ben 6 anni.

Cosi il CS, fratello in cristo, può diventare un amico che ci accompagna e che noi accompagniamo nei avvenimenti importanti sella vita.


 {¹} Intervento della sezione per i Consiglieri Spirituali di Annecy (74), il 5 novembre 2012.