Testimonianza: quello che ci aspettiamo dal nostro Consigliere Spirituale

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"Le varie mutazioni professionali di Jean-Régis nel filo del tempo ci hanno portati ad entrare in ben cinque équipes, e cosi ci è stata data l'opportunità di vivere esperienze molto diverse di vita in équipe. Cosi abbiamo conosciuto 7 preti Consiglieri Spirituali, in 23 anni di vita d'équipe. Tre erano preti diocesani, due frati Carmelitani scalzi in Gironda e in fine due preti dell'ordine dei Missionari Spiritani di cui una Casa d'accoglienza si trova a Chevilly-Larue in zona parigini. Per noi, sette incontri diversi perché sono sette diversi vissuti in sette storie diverse. Ma sempre una sola e unica esperienza condivisa: la fortuna di scambiare e vivere la nostra vita d'équipe, accompagnati da un uomo di Dio di cui la presenza ci è più che preziosa, direi indispensabile, per aiutarci a crescere a livello spirituale nei nostri scambi d'équipe. 

Il CS o accompagnatore spirituale,è lì, vero testimone di quello che si vive nel'équipe, ma quello che ci aspettiamo sopratutto e che sia un testimone attivo!

Pensando al modo di condividervi la nostra esperienza, avevo voglia semplicemente d'iniziare da l'uomo, cosi come Dio ci creò: “uomo e donna li creò “;  iniziare da tutto quello che a messo in noi per farsi che possiamo vivere insieme e mi sono soffermata su diversi punti quali: la vista, l'udito, la parola, il pensiero, il cuore e le gesti; tutto questo per comunicare tra di noi e crescere li uni ai altri.

È da tutto questo che voglio iniziare a parlarvi della nostra esperienza relazionale d'équipier ad Accompagnatore spirituale . Tutto questo pensando ad una riunione d'équipe. Nelle nostre differente équipes, il prete è sempre stato fratello per noi, un amico, esattamente allo stesso titolo dei altri équipiers.

La vista è spesso il primo mezzo d'incontro: per vedersi, dobbiamo essere presenti gli uni per gli altri. Osare guardarsi per come siamo.

Ogni mesi una riunione d'équipe: sappiamo che per i nostri preti questa è una riunione di piu sull'agenda gia spessa ben carica. Ma che delusione la sera in cui arriviamo e la coppia responsabile ci dice che Padre Hervé non parteciperà; suora Nicole non sta bene. Secreta delusione e vuoto intorno al tavolo. È come a casa, quando manca uno alla riunione di famiglia, nessuno può rimpiazzarlo  e si sa bene che l'incontro non sarà veramente completo. Prendere il tempo di ritrovarsi, che fortuna quando un prete, un religioso, una religiosa dice Si e viene ogni mesi per incontrarci. Regolarità dell'incontro e gioia condivisa.

L'ASCOLTO: nel équipe, è fondamentale.

Come condividere senza l'ascolto. Spesso restiamo di stucco sentendo i nostri CS ricacciare una frase detta varie settimane fa. Siamo sempre stati accompagnati da CS molto rispettosi delle nostre parole; in realtà mi sono resa conto che lasciando quasi tutto il posto alla parola dei équipiers, non è mai per mettersi in disparte, ma per mettersi in ascolto per intervenire meglio di seguito. L'intervento dei nostri CS a spesso contribuito a focalizzare i nostri propositi con coerenza. Spesso ci  spalleggiano quando uno di noi non riesce a esternarsi. Certi sono molto bravi nell'ascolto dei nostri non detto. 

Naturalmente l'ascolto non va senza LA PAROLA.

Ognuno sa che bisogna prima ascoltarsi per potere parlarsi. Nelle nostre équipes ci scambiamo idee, ci si confronta e ci si oppone; si cerca insieme delle risposte, si ride e avvolta si piange o si sospira e li tutti insieme , fratelli e sorelle in verità. Siamo felice di ascoltare il nostro CS, lui al suo aggio, confidarci spontaneamente ciò che stato il suo mese trascorso, le sue gioie, le sue pene. È cosi che viviamo la fiducia tra noi; siamo felici di sapere che può trovare un luogo di parole più personale, all'interno dell'équipe,  che li permette di ricaricarsi. 

Nel quadro della parola amichevole, abbiamo avuto un dei nostri CS che sistematicamente arrivava prima alla casa dell'incontro cosi da potere intrattenersi con i patroni di casa su i figli, parenti e anche per dare un aiuto in cucina o ai preparativi. Credo che per lui era un modo di conoscersi, di scoprire la nostra continua evoluzione quotidiana.

La parola non può funzionare senza IL PENSIERO.

Li credo che ognuno di noi spera di trovare nel nostro prete/religioso/religiosa/ diacono-accompagnatore spirituale, quello che nessuno altro équipier potrà mai condividere allo stesso modo: voglio parlare della formazione dottrinale, teologica, biblica che abbia ricevuto. Da questa formazione ci porta un chiarimento specifico che ci aiuta a focalizzarci su l'essenziale, cioè nostra vita di coppia cristiana. Dobbiamo legare a modo radici il nostro quotidiano in Dio e speriamo essere aiutati in questo senso e particolarmente nello studio dei diversi temi che sostengono la nostra riflessione personale e nostro cammino di fede. Per certe porzione del tema ci è capitato di chiedersi a priori al nostro accompagnatore di prevedere, se possibile, di affrontare più in profondità un punto che ci è sembrato più complicato. La sua luce è sempre stata ben accetta. Vi rassicuro, non chiediamo questo lavoro supplementare ad ogni riunione.

D'altra parte, nell'attuale équipe, e l'avevamo già sperimentato prima, ogni mesi il CS accompagna due delle nostre coppie che prepara il filo conduttore della prossima riunione. È questo un altro modo di conoscersi meglio e cosi aiutarci meglio. Per noi, sono momenti dove apprezziamo la sua vicinanza, segno della chiesa e della presenza di DIO.

E cosi arrivo alla parte CUORE dei miei propositi.

È li che piazzo il tempo dedicato alla preghiera condivisa in équipe, vera comunione dei uni con gli altri. La preghiera, questo tempo prediletto ove il pensiero si esprima con la parola condivisa con tutti per essere in comunione con Dio per l'intercessione dello Spirito. Apprezziamo  molto quando il CS raccoglie a modo fiori sparpagliate la preghiera di ognuno per farne un mazzo che sarà cosi la preghiera dell'équipe. Anche li, ci aspettiamo dal prete o religiosa che sia tale un grosso ago per  spronarci nel nostro rilassamento. Grazie per le piccole questioni insidiose del tipo: “a che punto stai con la preghiera personale? La condivisione, dov'è il problema? E vostri figli in tutto questo: pregate in famiglia? M'invitate nel vostro angolo di preghiera?”

Ma siamo anche rassicurati quando ci confida semplicemente: questa settimana sono stato cosi impegnato che cosi la mia preghiera ne ha risentito parecchio. Il CS uno come noi ma anche diverso e sempre un fratello, un amico. Siamo felici anche di poter di tanto in tanto pregare con lui, nel corso d'una messa infrasettimanale nella sua comunità o parrocchia. Sapiamo di poter affidarli delle intenzioni anche al di fuori del tempo di preghiera in équipe. Altro momento forte vissuto col cuore: il ritiro annuale in équipe. Grande momento di comunione, tutti insiemi con il CS. Non è lui che predica e cosi viviamo un tempo forte d'équipe.

Infine la vita d'équipe ha molte sfaccettature tratti dalle GESTI che fanno nascere l'amicizia che ci lega tutti.

Telefonare per avere notizie; accompagnare uno di noi in macchina; preparare un bel dolce per il compleanno di un o l'altro; spedire una cartolina dalle vacanze... Possiamo fare tutto questo ma c'è un gesto che ci fa vivere e che non possiamo assumere da soli: quello della celebrazione eucaristica. In équipe, con il nostro CS, abbiamo bisogno di vivere questa comunione con Cristo, bisogno di dividere il pane per il viaggio.

Che gioia quando ne abbiamo la possibilità! Succede che il tavolo del pranzo si trasforma velocemente nel altare dove potremo confidare in un nuovo anno di équipe dove rendere grazie di ogni mesi passati ricchi di condivisione e d'amicizia. Possiamo andare anche tutti insieme fare la nostra riunione d'équipe nella comunità religiosa del nostro accompagnatore spirituale e forse invitare un prete che potrà celebrare l'Eucaristia con noi.

Ecco,l'avete capito, la vita d'équipe: una piccola Chiesa, con i suoi alti e bassi, con uomini e donne in cerca d'una vita armoniosa di coppia cristiana, amante Dio e amata da Dio, ma andando avanti più o meno difficilmente sul camino della spiritualità coniugale."

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