{"id":2536,"date":"2019-10-08T15:21:46","date_gmt":"2019-10-08T15:21:46","guid":{"rendered":"http:\/\/equipes.nelsoncardeira.com\/?p=2536"},"modified":"2019-10-08T15:21:46","modified_gmt":"2019-10-08T15:21:46","slug":"catechisme-de-leglise-catholique-1601-1666","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/catechismo-della-chiesa-cattolica-1601-1666\/","title":{"rendered":"Catechismo della Chiesa Cattolica, 1601-1666"},"content":{"rendered":"<p><strong>MATRIMONIUM SACRAMENT<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;alleanza matrimoniale, per mezzo della quale l&#8217;uomo e la donna costituiscono tra di loro l&#8217;intima comunione di tutta la vita, ordinata dalla loro natura naturale al bene dei loro coniugi e alla procreazione e all&#8217;educazione dei loro figli, \u00e8 stata elevata tra i battezzati da Cristo Signore alla dignit\u00e0 di sacramento [93] .<br \/>\nIl matrimonio nel piano di Dio<br \/>\nLa Sacra Scrittura inizia con la creazione dell&#8217;uomo e della donna, a immagine e somiglianza di Dio (94), e termina con la visione del &#8220;matrimonio dell&#8217;Agnello&#8221; (Ap 19,9) (95). Dall&#8217;inizio alla fine, la Scrittura parla del matrimonio e del suo &#8220;mistero&#8221;, della sua istituzione e del significato che Dio le ha dato, della sua origine e del suo scopo, delle sue varie conquiste nella storia della salvezza, delle sue difficolt\u00e0 nate dal peccato e del suo rinnovamento &#8220;nel Signore&#8221; (1 Cor 7,39), nella Nuova Alleanza di Cristo e della Chiesa (96).<\/p>\n<p><strong>MATRIMONIA NELL&#8217;ORDINE DELLA CREAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La comunit\u00e0 intima della vita e dell&#8217;amore coniugale fu fondata dal Creatore e dotata di leggi proprie [&#8230;..]. Dio stesso \u00e8 l&#8217;autore del matrimonio&#8221; (97). La vocazione al matrimonio \u00e8 inscritta nella natura stessa dell&#8217;uomo e della donna, cos\u00ec come sono venuti dalle mani del Creatore. Il matrimonio non \u00e8 un&#8217;istituzione puramente umana, nonostante le molteplici varianti a cui \u00e8 stato sottoposto nel corso dei secoli, nelle diverse culture, strutture sociali e atteggiamenti spirituali. Queste differenze non devono farci dimenticare le caratteristiche comuni e permanenti. Anche se la dignit\u00e0 di questa istituzione non appare sempre e ovunque con la stessa chiarezza (98), vi \u00e8 tuttavia in tutte le culture un certo senso della grandezza dell&#8217;unione matrimoniale. Perch\u00e9 &#8220;la salute della persona e della societ\u00e0 \u00e8 strettamente legata ad una situazione felice della comunit\u00e0 coniugale e familiare&#8221; (99).<br \/>\nDio, che ha creato l&#8217;uomo per amore, lo ha chiamato anche ad amare, la vocazione fondamentale e innata di ogni essere umano. Perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 stato creato a immagine e somiglianza di Dio (100) che \u00e8 amore (1 Gv 4, 8, 16). Poich\u00e9 Dio li ha creati come uomo e donna, il loro reciproco amore diventa l&#8217;immagine dell&#8217;amore assoluto e immancabile con cui Dio ama l&#8217;uomo. \u00c8 buono, molto buono agli occhi del Creatore (101). E questo amore, che Dio benedice, \u00e8 destinato ad essere fecondo e ad essere realizzato nell&#8217;opera comune di cura della creazione: &#8220;Dio li ha benedetti e ha detto loro: &#8220;Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela&#8221; (101).\u00a0(Gen 1:28).<br \/>\nChe l&#8217;uomo e la donna sono stati creati l&#8217;uno per l&#8217;altro, come dice la Sacra Scrittura: &#8220;Non \u00e8 bene che l&#8217;uomo sia solo&#8221; (Gn 2,18). La donna, &#8220;carne della sua carne&#8221; [102], cio\u00e8 la sua uguale, la creatura pi\u00f9 simile a lui, gli \u00e8 data da Dio come &#8220;ausiliaria&#8221; [103], rappresentando cos\u00ec quel &#8220;Dio che \u00e8 il nostro aiuto&#8221; [104]. &#8220;Per questo l&#8217;uomo lascer\u00e0 suo padre e sua madre per unirsi alla moglie e i due saranno una sola carne&#8221; (Gn 2,24). Il Signore stesso mostra che ci\u00f2 significa un&#8217;unit\u00e0 imbattuta delle due vite, ricordando quello che il piano del Creatore era &#8220;all&#8217;inizio&#8221; (105): &#8220;Perci\u00f2 non sono pi\u00f9 due, ma una sola carne&#8221; (Mt 19,6).<\/p>\n<p><strong>La matematica sulle regole del PECAD<\/strong><\/p>\n<p>Ogni uomo sperimenta il male intorno a s\u00e9 e in se stesso. Questa esperienza si fa sentire anche nel rapporto tra uomo e donna. L&#8217;unione dei due \u00e8 sempre stata minacciata dalla discordia, dallo spirito di dominio, dall&#8217;infedelt\u00e0, dalla gelosia e dai conflitti capaci di condurre all&#8217;odio e alla rottura. Questo disturbo pu\u00f2 manifestarsi in modo pi\u00f9 o meno acuto ed essere pi\u00f9 o meno superato, a seconda della cultura, dei tempi, degli individui. Ma certamente sembra avere un carattere universale.<br \/>\nSecondo la fede, questo disordine, che abbiamo dolorosamente verificato, non deriva dalla natura dell&#8217;uomo e della donna, n\u00e9 dalla natura delle loro relazioni, ma dal peccato.\u00a0Rompere con Dio, il primo peccato ha avuto la prima conseguenza di rompere la comunione originaria dell&#8217;uomo e della donna. Le loro relazioni sono distorte da accuse reciproche [106]; l&#8217;attrazione reciproca, dono proprio del Creatore [107], diventa rapporto di dominio e avidit\u00e0 [108]: la splendida vocazione dell&#8217;uomo e della donna ad essere fecondi, a moltiplicarsi e a sottomettersi alla terra [109] \u00e8 soggetta ai dolori del parto e dei capofamiglia [110].<br \/>\nTuttavia, l&#8217;ordine della creazione persiste, anche se \u00e8 seriamente disturbato. Per guarire le ferite del peccato, l&#8217;uomo e la donna hanno bisogno dell&#8217;aiuto della grazia che Dio, nella sua infinita misericordia, non li ha mai rifiutati [111]. Senza questo aiuto, l&#8217;uomo e la donna non possono raggiungere l&#8217;unione della loro vita per la quale Dio li ha creati &#8220;all&#8217;inizio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La MATRIMONIA DA PEDAGOGIA DI LEGGE<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella Sua Misericordia, Dio non ha abbandonato l&#8217;uomo peccatore. I dolori che seguono il peccato, &#8220;i dolori del parto&#8221; (112), lavorano &#8220;con il sudore del volto&#8221; (Gen 3,19), sono anche rimedi che riducono i mali del peccato. Dopo la caduta, il matrimonio aiuta a superare l&#8217;autoisolamento, l&#8217;egoismo, la ricerca del proprio piacere e ad aprirsi all&#8217;altro, all&#8217;aiuto reciproco, al dono di s\u00e9.<br \/>\nLa consapevolezza morale dell&#8217;unit\u00e0 e dell&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio si \u00e8 sviluppata sotto la pedagogia dell&#8217;antica Legge. La poligamia di patriarchi e re non \u00e8 ancora esplicitamente respinta. Tuttavia, la Legge data a Mos\u00e8 mira a proteggere le donne contro il dominio arbitrario degli uomini, anche se la Legge stessa contiene anche, secondo la parola del Signore, tracce della &#8220;durezza del cuore&#8221; degli uomini, sulla base della quale Mos\u00e8 ha permesso alle donne di essere ripudiate [113].<br \/>\nVedendo l&#8217;Alleanza di Dio con Israele a immagine dell&#8217;amore sposato, esclusivo e fedele [114], i profeti hanno preparato la coscienza del popolo eletto per una comprensione pi\u00f9 profonda dell&#8217;unicit\u00e0 e dell&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio [115]. I libri di Ruth e Tobias danno commoventi testimonianze dell&#8217;alto senso del matrimonio, della fedelt\u00e0 e della tenerezza degli sposi. La tradizione ha sempre visto nel Cantico dei Cantici un&#8217;espressione unica dell&#8217;amore umano come riflesso dell&#8217;amore di Dio, un amore &#8220;forte come la morte&#8221;, che &#8220;nemmeno le acque che scorrono possono placare&#8221; (Ct 8,6-7).<\/p>\n<p><strong>MATRIMONIA NEL SIGNORE<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;alleanza nuziale tra Dio e il suo popolo Israele aveva preparato la nuova ed eterna alleanza con la quale il Figlio di Dio, incarnato e donando la sua vita, ha unito in un certo modo tutta l&#8217;umanit\u00e0 a se stesso, per mezzo di Lui salva[116], preparando cos\u00ec il &#8220;matrimonio dell&#8217;Agnello&#8221;[117].<br \/>\nAlle soglie della vita pubblica, Ges\u00f9 compie il suo primo segno &#8211; su richiesta della Madre &#8211; in occasione di un banchetto nuziale[118]. La Chiesa attribuisce grande importanza alla presenza di Ges\u00f9 alle nozze di Cana. Ella vede in questo la conferma della bont\u00e0 del matrimonio e l&#8217;annuncio che d&#8217;ora in poi il matrimonio sar\u00e0 un segno effettivo della presenza di Cristo.<br \/>\nNella sua predicazione, Ges\u00f9 ha insegnato senza ambiguit\u00e0 il significato originario dell&#8217;unione dell&#8217;uomo e della donna, cos\u00ec come il Creatore lo voleva all&#8217;inizio: il permesso dato da Mos\u00e8 di rifiutare la moglie era una concessione alla durezza del cuore [119]: l&#8217;unione matrimoniale dell&#8217;uomo e della donna \u00e8 indissolubile: \u00e8 stato Dio stesso a stabilirla: &#8220;Non separare l&#8217;uomo, dunque, ci\u00f2 che Dio ha unito&#8221; (Mt 19,6).<br \/>\nQuesta inequivocabile insistenza sull&#8217;indissolubilit\u00e0 del vincolo matrimoniale potrebbe creare perplessit\u00e0 e apparire come un&#8217;esigenza impraticabile[120]. Tuttavia, Ges\u00f9 non impose agli sposi un peso impossibile da sopportare e troppo pesante[121], pi\u00f9 pesante della legge di Mos\u00e8. Giunto a ristabilire l&#8217;ordine originario della creazione, turbato dal peccato, egli stesso d\u00e0 la forza e la grazia per vivere il matrimonio nella nuova dimensione del Regno di Dio. \u00c8 seguendo Cristo, rinunciando a se stesso e facendo la sua croce [122], che gli sposi potranno &#8220;comprendere&#8221; [123] il significato originario del matrimonio e viverlo con l&#8217;aiuto di Cristo. Questa grazia del matrimonio cristiano \u00e8 il frutto della croce di Cristo, fonte di tutta la vita cristiana.<br \/>\nCos\u00ec ci dice l&#8217;apostolo Paolo quando dice: &#8220;Mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per santificarla&#8221; (Ef 5, 25-26): e subito aggiunge: &#8220;Per questo l&#8217;uomo lascer\u00e0 suo padre e sua madre per unirsi alla moglie, e saranno una sola carne&#8221;. Questo mistero \u00e8 grande, dico in relazione a Cristo e alla Chiesa&#8221; (Ef 5,31-32).<br \/>\nTutta la vita cristiana porta il segno dell&#8217;amore sponsale tra Cristo e la Chiesa. \u00c8, per cos\u00ec dire, il bagno nuziale[124] che precede il banchetto nuziale, l&#8217;Eucaristia. Il matrimonio cristiano, a sua volta, diventa un segno efficace, il sacramento dell&#8217;alleanza di Cristo con la Chiesa. E poich\u00e9 significa e comunica la grazia di questa alleanza, il matrimonio tra battezzati \u00e8 un vero sacramento della Nuova Alleanza [125].<\/p>\n<p><strong>VERGINIT\u00c0 PER L&#8217;AMORE DEL REGNO<\/strong><\/p>\n<p>Cristo \u00e8 il centro di tutta la vita cristiana. L&#8217;unione con lui prevale su tutti gli altri, siano essi legami familiari o sociali (126). Fin dall&#8217;inizio della Chiesa, uomini e donne hanno rinunciato al grande bene del matrimonio, per seguire l&#8217;Agnello ovunque vada [127], per prendersi cura delle cose del Signore, per cercare di piacergli e per andare incontro allo Sposo che viene [128]. Cristo stesso ha invitato alcuni a seguirlo in questo stile di vita, di cui \u00e8 il modello:<\/p>\n<p>&#8220;Ci sono gli eunuchi che sono nati cos\u00ec dal grembo materno; ci sono quelli che sono stati resi eunuchi dagli uomini; ci sono quelli che sono diventati eunuchi per il regno dei cieli. Chiunque possa capire, capire! (Mt 19:12).<\/p>\n<p>La verginit\u00e0 per amore del Regno dei cieli \u00e8 uno sviluppo della grazia battesimale, un segno potente della preminenza dell&#8217;unione con Cristo e della fervente attesa del suo ritorno, segno che ci ricorda anche che il matrimonio \u00e8 una realt\u00e0 del tempo presente, che \u00e8 fugace [130].<br \/>\nSia il sacramento del matrimonio che la verginit\u00e0 per il Regno di Dio vengono dal Signore stesso. \u00c8 lui che d\u00e0 loro un senso e d\u00e0 loro la grazia indispensabile per essere vissuta secondo la sua volont\u00e0 [131]. Il rispetto della verginit\u00e0 per il Regno [132] e il significato cristiano del matrimonio sono inseparabili e reciprocamente vantaggiosi:<\/p>\n<p>&#8220;Denigrare il matrimonio \u00e8 nello stesso tempo diminuire la gloria della verginit\u00e0: esaltarlo \u00e8 sottolineare l&#8217;ammirazione dovuta alla verginit\u00e0&#8230;. Perch\u00e9, in fin dei conti, ci\u00f2 che sembra solo buono rispetto a un male non pu\u00f2 essere un vero bene: ma ci\u00f2 che \u00e8 anche meglio dei beni non contesi, cio\u00e8 il bene per eccellenza&#8221; [133].<\/p>\n<p>La celebrazione del matrimonio<br \/>\nNel rito latino, la celebrazione del matrimonio tra due fedeli cattolici avviene normalmente durante la Santa Messa, in virt\u00f9 della connessione di tutti i sacramenti con il mistero pasquale di Cristo (134). L&#8217;Eucaristia \u00e8 il memoriale della Nuova Alleanza, attraverso la quale Cristo si \u00e8 unito per sempre alla Chiesa, sua amata sposa, per la quale si \u00e8 donato (135). \u00c8 dunque opportuno che gli sposi suggellano il loro consenso al mutuo dono di s\u00e9 per l&#8217;offerta della loro vita, unendola all&#8217;oblazione di Cristo per la sua Chiesa, resa presente nel sacrificio eucaristico, e ricevendo l&#8217;Eucaristia, affinch\u00e9, condividendo lo stesso corpo e lo stesso sangue di Cristo, possano &#8220;formare un solo corpo&#8221; in Cristo [136].<br \/>\n&#8220;Come atto sacramentale di santificazione, la celebrazione liturgica del matrimonio &#8230;. deve essere di per s\u00e9 valida, degna e feconda&#8221; (137).\u00a0 \u00c8 quindi opportuno che i futuri sposi si preparino alla celebrazione del loro matrimonio ricevendo il sacramento della Penitenza.<br \/>\nSecondo la tradizione latina, sono gli sposi che, come ministri della grazia di Cristo, si conferiscono l&#8217;un l&#8217;altro il sacramento del matrimonio esprimendo il loro consenso davanti alla Chiesa. Nelle tradizioni delle Chiese orientali, i sacerdoti che officiano &#8211; vescovi o sacerdoti &#8211; sono testimoni del mutuo consenso dei loro coniugi (138), ma la loro benedizione \u00e8 necessaria anche per la validit\u00e0 del sacramento (139).<br \/>\nLe varie liturgie sono ricche di preghiere di benedizione ed epiclesi, chiedendo a Dio la sua grazia e invocando la sua benedizione sulla nuova coppia, specialmente sul coniuge. Nell&#8217;epiclesi di questo sacramento, gli sposi ricevono lo Spirito Santo come comunione dell&#8217;amore di Cristo e della Chiesa (140). Egli \u00e8 il sigillo dell&#8217;alleanza di entrambi, la fonte sempre presente del loro amore, la forza con cui la loro fedelt\u00e0 sar\u00e0 rinnovata.<\/p>\n<p>III. Consenso al matrimonio<\/p>\n<p>I protagonisti del patto di matrimonio sono un uomo e una donna battezzati, liberi di contrarre matrimonio e che esprimono liberamente il loro consenso. &#8220;Essere liberi&#8221; significa essere liberi:<\/p>\n<p>&#8211; di non essere costretti;<br \/>\n&#8211; non essere ostacolati da nessuna legge naturale o ecclesiastica.<\/p>\n<p>La Chiesa considera lo scambio di consensi tra i coniugi come l&#8217;elemento indispensabile &#8220;che costituisce il matrimonio&#8221;[141]. Se manca il consenso, non c&#8217;\u00e8 matrimonio.<br \/>\nIl consenso consiste in un &#8220;atto umano mediante il quale i coniugi si danno e si ricevono reciprocamente&#8221; (142): &#8220;Ti ricevo come mio coniuge. Ti ricevo per il mio coniuge&#8221; (143). Questo consenso, che unisce i coniugi, ha la sua consumazione nel fatto che i due &#8220;diventano una sola carne&#8221; (144).<br \/>\nIl consenso deve essere un atto di volont\u00e0 di ciascuna delle parti contraenti, libero da violenza o da gravi paure esterne (145). Nessuna forza umana pu\u00f2 sostituire questo consenso (146). Se questa libert\u00e0 manca, il matrimonio non \u00e8 valido.<br \/>\nPer questo motivo (o per altri motivi, che rendono nullo il matrimonio) (147), la Chiesa pu\u00f2, dopo aver esaminato la situazione dal tribunale ecclesiastico competente, dichiarare &#8220;la nullit\u00e0 del matrimonio&#8221;, cio\u00e8 che il matrimonio non \u00e8 mai esistito. In questo caso, le parti contraenti sono libere di sposarsi, fatti salvi gli obblighi naturali derivanti dalla precedente unione (148).<br \/>\nIl sacerdote (o diacono), che assiste alla celebrazione del matrimonio, riceve il consenso degli sposi a nome della Chiesa e d\u00e0 la benedizione della Chiesa. La presenza del ministro della Chiesa (e dei testimoni) esprime chiaramente che il matrimonio \u00e8 una realt\u00e0 ecclesiale.<br \/>\n\u00c8 per questo motivo che la Chiesa normalmente richiede ai suoi fedeli la formazione sacramentale della celebrazione del matrimonio (149). Le ragioni di questa determinazione sono molteplici:<\/p>\n<p>&#8211; Il matrimonio sacramentale \u00e8 un atto liturgico.\u00a0Dovrebbe pertanto essere celebrata nella liturgia pubblica della Chiesa;<br \/>\n&#8211; Il matrimonio introduce in un ordo ecclesiale, crea diritti e doveri nella Chiesa, tra coniugi e verso i figli;<br \/>\n&#8211; Poich\u00e9 il matrimonio \u00e8 uno stato di vita nella Chiesa, ci deve essere certezza in merito (da qui l&#8217;obbligo di avere testimoni);<br \/>\n&#8211; il carattere pubblico del consenso protegge il &#8220;s\u00ec&#8221; una volta dato e aiuta a rimanere fedele ad esso.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il &#8220;s\u00ec&#8221; dei coniugi sia un atto libero e responsabile, e perch\u00e9 l&#8217;alleanza matrimoniale abbia solide e durature basi umane e cristiane, la preparazione al matrimonio \u00e8 di primaria importanza:<\/p>\n<p>L&#8217;esempio e l&#8217;insegnamento dato dai genitori e dalle famiglie continuano ad essere il modo privilegiato per prepararsi al matrimonio.<br \/>\nIl ruolo dei pastori e della comunit\u00e0 cristiana, come &#8220;famiglia di Dio&#8221;, \u00e8 indispensabile per la trasmissione dei valori umani e cristiani del matrimonio e della famiglia [150], tanto pi\u00f9 che molti giovani oggi sono consapevoli dell&#8217;esperienza di case distrutte, che non garantiscono pi\u00f9 sufficientemente questa iniziazione:<\/p>\n<p>&#8220;I giovani devono essere adeguatamente e opportunamente istruiti, specialmente all&#8217;interno della propria famiglia, sulla dignit\u00e0, la missione e l&#8217;esercizio dell&#8217;amore coniugale. In questo modo, educati in stima per la castit\u00e0, potranno passare da un fidanzamento onesto al matrimonio all&#8217;et\u00e0 appropriata&#8221; (151).<\/p>\n<p><strong>Mixed HOUSEHOLDS E DISPARITY OF Cults<\/strong>.<\/p>\n<p>In molti paesi, la situazione del matrimonio misto (tra un cattolico e un battezzato non cattolico) \u00e8 abbastanza frequente. Questa situazione richiede un&#8217;attenzione particolare da parte dei coniugi e dei pastori. Il caso di matrimoni con una differenza di culto (tra cattolici e non battezzati) richiede un&#8217;attenzione ancora maggiore.<br \/>\nLa differenza di confessione religiosa tra i coniugi non \u00e8 un ostacolo insormontabile al matrimonio quando riescono a condividere ci\u00f2 che ognuno ha ricevuto nella propria comunit\u00e0 e a imparare gli uni dagli altri come vive la propria fedelt\u00e0 a Cristo. Ma le difficolt\u00e0 dei matrimoni misti non vanno comunque sottovalutate. Sono dovuti al fatto che la separazione dei cristiani non \u00e8 stata ancora superata. I coniugi rischiano di subire la tragedia della disgregazione dei cristiani nelle loro case. La disparit\u00e0 di culto pu\u00f2 aggravare ulteriormente queste difficolt\u00e0. Le differenze di fede, il concetto stesso di matrimonio e le diverse mentalit\u00e0 religiose possono essere fonte di tensione nel matrimonio, soprattutto a causa dell&#8217;educazione dei figli. Pu\u00f2 allora sorgere una tentazione: l&#8217;indifferenza religiosa.<br \/>\nSecondo la legge in vigore nella Chiesa latina, un matrimonio misto richiede l&#8217;espresso permesso dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica (152) per la sua legittimit\u00e0. In caso di disparit\u00e0 di culto, \u00e8 richiesta un&#8217;espressa dispensa dall&#8217;impedimento alla validit\u00e0 del matrimonio (153). Sia il permesso che la dispensazione presuppongono che entrambe le parti conoscano e non rifiutino i fini e le propriet\u00e0 essenziali del matrimonio: e anche che la parte cattolica confermi i suoi impegni, che rende espressamente noti anche alla parte non cattolica, a preservare la sua fede e ad assicurare il battesimo e l&#8217;educazione dei suoi figli nella Chiesa cattolica (154).<br \/>\nIn molte regioni, grazie al dialogo ecumenico, le rispettive comunit\u00e0 cristiane hanno potuto organizzare una pastorale comune per i matrimoni misti.\u00a0Il loro ruolo \u00e8 quello di aiutare le coppie a vivere la loro situazione particolare alla luce della fede. Deve anche aiutarli a superare le tensioni tra gli obblighi reciproci dei coniugi e le rispettive comunit\u00e0 ecclesiali. Dovrebbe stimolare lo sviluppo di ci\u00f2 che \u00e8 loro comune nella fede e il rispetto per ci\u00f2 che li divide.<br \/>\nNei matrimoni con una differenza nel culto, il coniuge cattolico ha un compito particolare da compiere, &#8220;perch\u00e9 il marito non credente \u00e8 santificato dalla moglie e la moglie non credente \u00e8 santificata dal marito credente&#8221; (1 Cor 7,14). Sar\u00e0 una grande gioia per lo sposo cristiano e per la Chiesa se questa &#8220;santificazione&#8221; porta alla libera conversione dell&#8217;altro alla fede cristiana (155). L&#8217;amore coniugale sincero, la pratica umile e paziente delle virt\u00f9 familiari e la preghiera perseverante possono preparare il coniuge non credente a ricevere la grazia della conversione.<br \/>\nGli effetti del sacramento del matrimonio<br \/>\n&#8220;Nel matrimonio cristiano, inoltre, gli sposi sono rafforzati e, per cos\u00ec dire, consacrati da un sacramento proprio dei doveri e della dignit\u00e0 del loro stato&#8221; (156).<\/p>\n<p><strong>Il VINCOLO MATRIMONIALE<\/strong><\/p>\n<p>Il consenso con cui i coniugi si danno e si ricevono reciprocamente \u00e8 suggellato da Dio stesso (157). Dal suo patto &#8220;nasce un&#8217;istituzione, anche di fronte alla societ\u00e0, resa ferma e stabile dalla legge divina&#8221; (158). L&#8217;alleanza degli sposi \u00e8 integrata nell&#8217;alleanza di Dio con l&#8217;umanit\u00e0: &#8220;L&#8217;autentico amore coniugale \u00e8 assunto nell&#8217;amore divino&#8221; (159).<br \/>\nIl vincolo matrimoniale \u00e8 quindi stabilito da Dio stesso, in modo che il matrimonio ratificato e consumato tra i battezzati non possa mai essere sciolto. Questo legame, frutto del libero atto umano degli sposi e della consumazione del matrimonio, \u00e8 da allora in poi una realt\u00e0 irrevocabile e d\u00e0 origine ad un&#8217;alleanza garantita dalla fedelt\u00e0 di Dio. La Chiesa non ha il potere di esprimersi contro questa disposizione della sapienza divina [160].<\/p>\n<p><strong>GRA\u00c7A DO SACRAMENTO DO MATRIM\u00d3NIO<\/strong><\/p>\n<p>I coniugi cristiani, &#8220;nel loro stato di vita e nel loro ordine, hanno i loro doni nel popolo di Dio&#8221; (161). Questa grazia propria del sacramento del Matrimonio ha lo scopo di perfezionare l&#8217;amore degli sposi e di rafforzare la loro indissolubile unit\u00e0. Attraverso questa grazia, &#8220;si aiutano l&#8217;un l&#8217;altro a raggiungere la santit\u00e0 attraverso la vita matrimoniale e la procreazione e l&#8217;educazione dei loro figli&#8221; (162).<br \/>\nCristo \u00e8 la fonte di questa grazia.\u00a0&#8220;Come un tempo Dio venne ad incontrare il suo popolo con un&#8217;alleanza di amore e fedelt\u00e0, cos\u00ec ora il Salvatore degli uomini e lo Sposo della Chiesa viene ad incontrare gli sposi cristiani con il sacramento del matrimonio&#8221;[163]. Rimanete con loro, date loro il coraggio di seguirlo prendendo la sua croce, di risalire dopo le cadute, di perdonarsi a vicenda, di sopportare il peso gli uni degli altri (164), di essere &#8220;soggetti gli uni agli altri nel timore di Cristo&#8221; (Ef 5,21) e di amarsi con un amore soprannaturale, delicato e fecondo. Nelle gioie del suo amore e della sua vita familiare, egli d\u00e0 loro, gi\u00e0 in questo mondo, un assaggio della festa delle nozze dell&#8217;Agnello:<\/p>\n<p>&#8220;Dove trover\u00f2 la forza di descrivere in modo soddisfacente la felicit\u00e0 del matrimonio che la Chiesa unisce, che l&#8217;oblazione eucaristica conferma e la benedizione della sella? Che giogo di due cristiani, uniti da una speranza, un desiderio, una disciplina, un servizio! Entrambi figli dello stesso Padre, servi dello stesso Signore; nulla li separa, n\u00e9 in spirito n\u00e9 in carne; al contrario, sono veramente due in una sola carne. Ora, dove la carne \u00e8 una sola, lo \u00e8 anche lo spirito&#8221;[165].<\/p>\n<p>I beni e le esigenze dell&#8217;amore coniugale<br \/>\n&#8220;L&#8217;amore coniugale comprende un insieme in cui entrano tutte le componenti della persona &#8211; la chiamata del corpo e dell&#8217;istinto, la forza del sentimento e dell&#8217;affetto, l&#8217;aspirazione dello spirito e della volont\u00e0 -; cerca un&#8217;unit\u00e0 profondamente personale &#8211; ci\u00f2 che, al di l\u00e0 dell&#8217;unione in una sola carne, porta alla formazione di un solo cuore e di un&#8217;anima; richiede indissolubilit\u00e0 e fedelt\u00e0 nella definitiva donazione reciproca; ed \u00e8 aperto alla fecondit\u00e0.\u00a0Si tratta, naturalmente, delle caratteristiche normali di ogni amore coniugale naturale, ma con un nuovo significato che non solo li purifica e li consolida, ma li eleva fino a farne l&#8217;espressione di valori specificamente cristiani&#8221; (166).<\/p>\n<p><strong>L&#8217;UNIT\u00c0 E INDISOLUBILIT\u00c0 DI MATRIMONIA<\/strong><\/p>\n<p>Per loro stessa natura, l&#8217;amore degli sposi esige l&#8217;unit\u00e0 e l&#8217;indissolubilit\u00e0 della loro comunit\u00e0 di persone, che comprende tutta la loro vita: &#8220;Cos\u00ec non sono pi\u00f9 due, ma una sola carne&#8221; (Mt 19,6) (167). &#8220;Sono chiamati a crescere incessantemente nella loro comunione attraverso la fedelt\u00e0 quotidiana alla promessa del dono reciproco totale che il matrimonio implica&#8221; (168). Questa comunione umana \u00e8 confermata, purificata e perfezionata dalla comunione in Ges\u00f9 Cristo, conferita dal sacramento del Matrimonio; \u00e8 approfondita dalla vita di fede comune e dall&#8217;Eucaristia ricevuta in comune.<br \/>\n&#8220;La stessa dignit\u00e0 personale, che deve essere riconosciuta alla donna e all&#8217;uomo nel pieno amore che hanno gli uni per gli altri, manifesta chiaramente l&#8217;unit\u00e0 del matrimonio, confermata dal Signore&#8221;[169].\u00a0La poligamia \u00e8 contraria a questa pari dignit\u00e0 e all&#8217;amore coniugale, che \u00e8 unico ed esclusivo[170].<\/p>\n<p><strong>Fidelt\u00e0 dell&#8217;AMORE CONgiunto<\/strong><\/p>\n<p>Per sua stessa natura, l&#8217;amore coniugale richiede agli sposi una fedelt\u00e0 inviolabile. Questa \u00e8 una conseguenza del dono di s\u00e9 che i coniugi si fanno l&#8217;un l&#8217;altro. L&#8217;amore vuole essere definitivo. Non pu\u00f2 essere &#8220;fino a un nuovo ordine&#8221;. &#8220;Questa intima unione, come dono reciproco di s\u00e9 di due persone, cos\u00ec come il bene dei figli, esige l&#8217;intera fedelt\u00e0 dei coniugi e la loro unione indissolubile&#8221; (171).<br \/>\n(171) Il motivo pi\u00f9 profondo sta nella fedelt\u00e0 di Dio alla sua alleanza, da Cristo alla sua Chiesa. Attraverso il sacramento del Matrimonio, gli sposi sono in grado di rappresentare questa fedelt\u00e0 e di testimoniarla. Attraverso il sacramento, l&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio acquista un significato nuovo e pi\u00f9 profondo.<br \/>\nPu\u00f2 sembrare difficile, e persino impossibile, connettersi con un essere umano per tutta la vita. \u00c8 quindi della massima importanza annunciare la buona notizia che Dio ci ama con un amore definitivo e irrevocabile, che gli sposi partecipano a questo amore che li guida e li sostiene e che, attraverso la loro fedelt\u00e0, possono essere testimoni dell&#8217;amore fedele di Dio. Sposi che, con la grazia di Dio, danno questa testimonianza, spesso in condizioni molto difficili, meritano la gratitudine e il sostegno della comunit\u00e0 ecclesiale (172).<br \/>\nTuttavia, ci sono situazioni in cui la convivenza matrimoniale diventa praticamente impossibile per diverse ragioni. In questi casi, la Chiesa ammette la separazione fisica dei coniugi e la fine della convivenza. Ma i coniugi non cessano di essere marito e moglie davanti a Dio: non sono liberi di entrare in una nuova unione. In questa difficile situazione, la riconciliazione sarebbe la soluzione migliore, se possibile. La comunit\u00e0 cristiana \u00e8 chiamata ad aiutare queste persone a vivere la loro situazione in modo cristiano, nella fedelt\u00e0 al vincolo del loro matrimonio, che rimane indissolubile (173).<br \/>\nOggi, e in molti paesi, molti cattolici ricorrono al divorzio, secondo il diritto civile, e sono entrati in una nuova unione civile. La Chiesa mantiene, per fedelt\u00e0 alla parola di Ges\u00f9 Cristo (&#8220;chi ripudia la moglie e ne sposa un&#8217;altra commette adulterio in relazione alla prima; e se una moglie ripudia il marito e ne sposa un&#8217;altra, commette adulterio&#8221;: Mc 10, 11-12), che non pu\u00f2 riconoscere come valida una nuova unione, se il primo matrimonio era valido. Se i divorziati si sposano civilmente, si trovano in una situazione oggettivamente contraria alla legge di Dio. Per questo motivo, non possono avvicinarsi alla comunione eucaristica finch\u00e9 questa situazione persiste. Per lo stesso motivo, essi non possono esercitare alcune responsabilit\u00e0 ecclesiali. La riconciliazione, attraverso il sacramento della Penitenza, pu\u00f2 essere data solo a coloro che si pentono di aver violato il segno dell&#8217;Alleanza e la fedelt\u00e0 a Cristo e si impegnano a vivere in una continenza completa.<br \/>\nPer quanto riguarda i cristiani che vivono in questa situazione e che spesso conservano la fede e desiderano educare cristianamente i propri figli, i sacerdoti e tutta la comunit\u00e0 devono mostrare una sollecitudine attenta, affinch\u00e9 non si sentano separati dalla Chiesa nella cui vita possono e devono partecipare come i battezzati:<\/p>\n<p>&#8220;Saranno invitati ad ascoltare la Parola di Dio, ad assistere al sacrificio della Messa, a perseverare nella preghiera, a dare il loro contributo alle opere di carit\u00e0 e alle iniziative della comunit\u00e0 per la giustizia, ad educare i loro figli nella fede cristiana, a coltivare lo spirito di penitenza e a compiere i rispettivi atti, per implorare giorno dopo giorno la grazia di Dio&#8221; (174).<\/p>\n<p><strong>Apertura a distanza ravvicinata<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Per loro stessa natura, l&#8217;istituzione del matrimonio e dell&#8217;amore coniugale sono ordinati alla procreazione e all&#8217;educazione dei figli, che costituiscono il culmine della loro missione e la loro corona&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;I figli sono, senza dubbio, il dono pi\u00f9 eccellente del matrimonio e danno un grande contributo al bene dei loro genitori. Lo stesso Dio che ha detto: &#8220;Non \u00e8 bene che l&#8217;uomo sia solo&#8221; (Gen 2,18) e che &#8220;fin dall&#8217;inizio ha fatto uomo e donna&#8221; (Mt 19,4), volendo comunicargli una speciale partecipazione alla sua opera creatrice, ha benedetto l&#8217;uomo e la donna dicendo: &#8220;Siate fecondi e moltiplicatevi&#8221; (Gen 1,28). Per questo motivo, l&#8217;autentico culto dell&#8217;amore coniugale e di tutta la vita familiare che ne nasce, senza mettere da parte gli altri fini del matrimonio, tendono a far s\u00ec che gli sposi, con forza di spirito, siano disposti a collaborare con l&#8217;amore del Creatore e del Salvatore, che attraverso di loro aumenta e arricchisce continuamente la loro famiglia&#8221; [176].<\/p>\n<p>1653 La fecondit\u00e0 dell&#8217;amore coniugale si estende ai frutti della vita morale, spirituale e soprannaturale che i genitori trasmettono ai figli attraverso l&#8217;educazione. I genitori sono i principali e i primi educatori dei loro figli(177). In questo senso, la missione fondamentale del matrimonio e della famiglia \u00e8 di essere al servizio della vita [178].<\/p>\n<p>I coniugi a cui Dio non ha concesso la grazia di avere figli possono, tuttavia, avere una vita matrimoniale significativa, sia umanamente che cristianamente parlando. Il loro matrimonio irradia una fecondit\u00e0 di carit\u00e0, accettazione e sacrificio.<\/p>\n<p>La Chiesa domestica<\/p>\n<p>Cristo ha voluto nascere e crescere nel grembo materno della Sacra Famiglia di Giuseppe e Maria. La Chiesa non \u00e8 altro che la &#8220;famiglia di Dio&#8221;. Fin dall&#8217;inizio, il nucleo unificante della Chiesa era spesso costituito da coloro che, &#8220;con tutta la loro casa&#8221;, erano diventati credenti&#8221; (179). Quando furono convertiti, desideravano anche che &#8220;tutta la loro casa&#8221; fosse salvata (180). Queste famiglie, diventate credenti, erano piccole isole di vita cristiana in mezzo a un mondo incredulo.<br \/>\nAi nostri giorni e alla nostra epoca, in un mondo spesso strano e persino ostile alla fede, le famiglie credenti sono di primaria importanza, come focolai di fede viva e radiosa. Per questo il Concilio Vaticano II ha chiamato la famiglia, secondo un&#8217;antica espressione, &#8220;Ecclesia domestica &#8211; Chiesa domestica&#8221; (181). \u00c8 all&#8217;interno della famiglia che i genitori sono, &#8220;con la parola e l&#8217;esempio&#8230;., i primi araldi della fede per i loro figli, al servizio della vocazione propria di ciascuno e specialmente della vocazione consacrata&#8221; [182].<br \/>\n\u00c8 qui che il sacerdozio battesimale del padre della famiglia, della madre, dei figli, di tutti i membri della famiglia si esercita in modo privilegiato, &#8220;nella ricezione dei sacramenti, nella preghiera e nel rendimento di grazie, nella testimonianza di santit\u00e0 della vita, nella rinuncia a se stessi e nella carit\u00e0 effettiva&#8221; [183]. La casa \u00e8 dunque la prima scuola di vita cristiana e &#8220;una scuola di arricchimento umano&#8221; (184). \u00c8 qui che si impara la tenacia e la gioia nel lavoro, l&#8217;amore fraterno, il perdono generoso e sempre rinnovato e, soprattutto, il culto divino attraverso la preghiera e l&#8217;offerta della propria vita.<br \/>\nN\u00e9 possiamo dimenticare alcune persone che, in virt\u00f9 delle condizioni concrete in cui devono vivere, spesso senza aver voluto, sono particolarmente vicine al cuore di Cristo, e che meritano quindi la stima e la cura attenta della Chiesa, in particolare dei pastori: il gran numero di celibi.\u00a0Molti di loro sono rimasti senza famiglia umana, spesso a causa di condizioni di povert\u00e0. Alcuni vivono la loro situazione nello spirito delle Beatitudini, servendo Dio e il prossimo in modo esemplare. Ma a tutti loro \u00e8 necessario aprire le porte delle case, delle &#8220;chiese di casa&#8221;, e della grande famiglia che \u00e8 la Chiesa. &#8220;La Chiesa \u00e8 casa e famiglia di tutti, specialmente di coloro che sono &#8220;stanchi e oppressi&#8221; (Mt 11,28)&#8221; (185).<\/p>\n<p>In breve:<\/p>\n<p>San Paolo dice: &#8220;Mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa&#8230;. Questo mistero, che io mi riferisco a Cristo e alla Chiesa, \u00e8 grande&#8221; (Ef 5, 25, 32).<br \/>\n1660.\u00a0L&#8217;alleanza matrimoniale, con la quale un uomo e una donna costituiscono tra loro una comunit\u00e0 intima di vita e di amore, \u00e8 stata fondata e dotata di proprie leggi dal Creatore: per sua stessa natura, \u00e8 ordinata al bene degli sposi, cos\u00ec come alla procreazione e all&#8217;educazione dei figli. Tra i battezzati, Cristo Signore lo elev\u00f2 alla dignit\u00e0 di sacramento (186).<br \/>\nIl sacramento del matrimonio significa l&#8217;unione di Cristo con la Chiesa. La grazia del sacramento perfeziona cos\u00ec l&#8217;amore umano degli sposi, d\u00e0 fermezza alla loro unit\u00e0 indissolubile e li santifica sulla via della vita eterna [187].<br \/>\n1662.\u00a0Il matrimonio si basa sul consenso delle parti contraenti, cio\u00e8 sul desiderio di darsi definitivamente l&#8217;un l&#8217;altro per vivere un&#8217;alleanza d&#8217;amore fedele e fecondo.<br \/>\nPoich\u00e9 il matrimonio stabilisce i coniugi in uno stato di vita pubblica nella Chiesa, \u00e8 opportuno che la loro celebrazione sia pubblica, integrata in una celebrazione liturgica, davanti al sacerdote (o testimone qualificato della Chiesa), ai testimoni e all&#8217;assemblea dei fedeli.<br \/>\n1664.\u00a0L&#8217;unit\u00e0, l&#8217;indissolubilit\u00e0 e l&#8217;apertura alla fecondit\u00e0 sono essenziali per il matrimonio. La poligamia \u00e8 incompatibile con l&#8217;unit\u00e0 del matrimonio; il divorzio separa ci\u00f2 che Dio ha unito; il rifiuto della fecondit\u00e0 distoglie la vita matrimoniale dal suo &#8220;dono pi\u00f9 eccellente&#8221;, il figlio(188).<br \/>\n1665.\u00a0Il nuovo matrimonio del divorziato, nella vita dello sposo legittimo, \u00e8 contrario al piano e alla legge di Dio insegnata da Cristo. Non sono separati dalla Chiesa, ma non hanno accesso alla comunione eucaristica. Vivranno la loro vita cristiana soprattutto educando i loro figli alla fede.<br \/>\n1666.\u00a0La casa cristiana \u00e8 il luogo dove i bambini ricevono il primo annuncio di fede. Ecco perch\u00e9 la casa di famiglia \u00e8 giustamente chiamata &#8220;chiesa domestica&#8221;, comunit\u00e0 di grazia e di preghiera, scuola di virt\u00f9 umane e di carit\u00e0 cristiana.<br \/>\nCfr. Concilio Vaticano II, Costituzione dogmatica.\u00a0Lumen Gentium, 10: AAS 57 (1965) 14.<br \/>\nConcilio Vaticano II, Costituzione dogmatica, Lumen gentium, 10: AAS 57 (1965) 14.\u00a0Lumen Gentium, 11: AAS 57 [ 1965} 15.<br \/>\nConcilio Vaticano II, Costituzione Pastorale.\u00a0Gaudium et spes,48: AAS 58 (1966) 1068.<br \/>\nCfr. Eb 5, 6; 7, 11: Sal 110, 4.<br \/>\nConcilio Vaticano II, Costituzione dogmatica.\u00a0Lumen Gentium, 10: AAS 57 11965) 14.<br \/>\nCfr. Is61, 6.<br \/>\nCfr. numeri 1, 48-53.<br \/>\nCfr. Js13, 33.<br \/>\nCfr. Ex 29, 1-30; Lev8.<br \/>\nCfr. Heb5, 1.<br \/>\nCfr. Ml 2, 7-9.<br \/>\nEb5, 3; 7, 27; 10, 1-4.<br \/>\nChr.\u00a0Nm11, 24-25.<br \/>\nPontificale Romanum. De Ordinatione Episcopi, prebyterorum et diaconorum.\u00a0De Ordinatione Episcopi. Prex ordinationis, 47, editio typica altera (Typis Polyglottis Vaticanis1990) p.24 [Ordena\u00e7\u00e3o do Bispo, dos presb\u00edteros e dos di\u00e1conos.\u00a0Ora\u00e7\u00e3o de ordena\u00e7\u00e3o do Bispo, 47 (Coimbra, Gr\u00e1fica de Coimbra &#8211; Confer\u00eancia Episcopal Portuguesa.1992) 40].<br \/>\nPontificale Romanum. De Ordinatione Episcopi, presbyterorum et diaconorum.\u00a0De Ordinatione prebyterorum. Prex ordinationis, 159, editio typica altera (Typis Polyglottis Vaticanis1990) p. 91-92 [Ordena\u00e7\u00e3o do Bispo, dos presb\u00edteros e dos di\u00e1conos.\u00a0Ora\u00e7\u00e3o de ordena\u00e7\u00e3o dos presb\u00edteros, 159 (Coimbra, Gr\u00e1fica de Coimbra Confer\u00eancia Episcopal Portuguesa, 1992) p. 104].<br \/>\nPontificale Romanum. De Ordinatione Episcopi, presbyterorum et diaconorum.\u00a0De Ordinatione diaconorum. Prex ordinationis, 207, editio typica altera (Typis Polyglottis Vaticanis1990) p. 121 [Ordena\u00e7\u00e3o do Bispo, dos presb\u00edteros e dos di\u00e1conos.\u00a0Ora\u00e7\u00e3o de ordena\u00e7\u00e3o dos di\u00e1conos, 207 (Coimbra, Gr\u00e1fica de Coimbra Confer\u00eancia Episcopal Portuguesa, 1992) p. 179].<br \/>\n&#8220;Et ideo solus Christus est verus sacerdos, alii autem ministri eius&#8221;: S. Tom\u00e1s de Aquino, Commentarium in epistolam ad Hebraeos, c. 7. lezione.\u00a04: Opera ommnia, v. 21 (Parigi 1876) p. 647.<br \/>\nCfr. Ap1, 6; 5, 9-10; 1 Pe2, 5.9.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 10: AAS 57 (1965) 14.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 10: AAS 57 (1965) 14.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 10: AAS 57 (1965) 14<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 10: AAS 57 (1965) 14: Ibid., 28 AAS 57 (1965) 34: Id., Const.\u00a0Sacrosanctum Concilium, 33 AAS 56 (1964) 108: In&#8230; Decr.\u00a0Christus Dominus, 11 AAS 58 (1966) 677: Id.. Decr.\u00a0Presbyterorum ordinis, 2:.. AAS 58 (1966) 992: Ibid.\u00a06: AAS 58 (1966) 999.<br \/>\nPio XII. Enc.\u00a0Mediatore Dei:\u00a0AAS 39 (1947) 548.<br \/>\n&#8220;Christus est fons totius sacerdotii: nam sacerdos legalis erat figura ipsius, sacerdos autem novae leis in persona ipsius operatur&#8221;: S\u00e3o Tom\u00e1s de Aquino, Summa theologiae, 3, q. 22, a. 4. e. e: Ed. Leon. 11, 260.<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 21: AAS 57 ( 1965) 24.<br \/>\nCfr Santo In\u00e1cio de Antioquia, Epistula ad Trallianos 3, 1: SC 10bis, 96 (Funk 1, 244) Id., Epistula ad Magnesios6, 1: SC 10bis, 84 (Funk 1, 234).<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 24: AAS 57 (1965) 29.<br \/>\nCfr. Mc10, 43-45; 1 Pe 5,3.<br \/>\nS\u00e3o Jo\u00e3o Cris\u00f3stomo,De sacerdotio 2, 4: SC 272, 118 (PG 48, 635); cfr. Jo 21, 15-17.<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Sacrosanctum Concilium, 33: AAS 56 (1964) 108.<br \/>\nCfr. II Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 10: AAS 57 (1965) 14.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 28: AAS 57 (1965) 33-34.<br \/>\nSanto In\u00e1cio de Antioquia, Epistula ad Trallianos 3, 1: SC 10bis, 96 (Funk1, 244).<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 20: AAS 57 (1965) 23.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 21: AAS 57(1965) 24.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 21: AAS 57 (1965) 25.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 21: AAS 57 (1965) 25.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Decr.\u00a0Christus Dominus, 2: AAS 58 (1966) 674.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 22: AAS 57 (1965) 26.<br \/>\nCfr. II Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 22: AAS 57 (1965) 26.<br \/>\nPio XII. Enc.\u00a0Fidei donum:\u00a0AAS 49 (1957) 237: ct. II Concilio do Vaticano, Cons. Dogma.\u00a0Lumen Gentium, 23: AAS 57 (1965) 27-28: In&#8230; Decr.\u00a0Christus Dominus, 4: AAS 58 (1966) 674-675: Ibid., 36: AAS 58 (1966) 692: Ibid., 37 AAS 58 (1966) 693; Id,. Decr.\u00a0Ad gentes,5: AAS 58 (1966) 951-952; Ibid., 6: AAS 58 (1966) 952-953:\u00a0Ibid., 38: AAS 58 (1966) 984-986.<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Sacrosanctum Concilium, 41: AAS 56 (1964) 111; Id., Cons. Dogma.\u00a0Lumen Gentium, 26: AAS 57 (1965) 31-32.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 28: AAS 57 (1965) 33.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Decr.Prebyterorum ordinis, 2: AAS 58 (1966) 992.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Decr.\u00a0Prebyterorum ordinis, 2: AAS 58 (1966) 992.<br \/>\nCfr. Eb 5,1-10: 7, 24; 9, 11-28.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 28: AAS 57 (1965) 34.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Decr.\u00a0Presbyterorum ordinis, 10: AAS 58 (1966) 1007.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Decr. Optatam totius, 20: AAS 58 (1966) 726.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium,28: AAS 57 (1965) 34.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Decr.\u00a0Presbyterorum ordinis, 2: AAS 58 (1966) 993.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 28: AAS 57 (1965) 35.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Dec. Presbyterorum ordinis, 8: AAS 58 (1966) 1003.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 29 AAS 57 (1965) 36; cfr. Id. Decr.\u00a0Christus Dominus, 15: AAS 58 (1966) 679.<br \/>\nCfr Santo Hip\u00f3lito de Roma, Traditio apostolica, 8: ed. B. Botte (M\u00fcnster i.W. 1989) P 22-24.<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 41:.AAS 57 (1965) 46: Id.. Decr Ad gentes 16: AAS 58 (1966) 967.<br \/>\nCfr. Mc10, 45: Lc22, 27: S\u00e3o Policarpo de Esmirna, Epistula ad Philippenses 5, 2: SC 10bis. 182 (Funk 1, 300).<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 29: AAS 57 (1965) 36; Id. Contro\u00a0Sacrosanctum Concilium, 35, 4: AAS 56 (1964) 109: Id., Decr. Ad gentes, 16: AAS 58 (1966) 967.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 29: AAS 57 (1965) 36.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Decr.\u00a0Ad gentes, 16: AAS 58 (1966) 967.<br \/>\nCfr. Pio XII. Cost. ap.\u00a0Sacramentum ordinis, DS 3858.<br \/>\nCfr Pontificale Romanum. De Ordinatione Episcopi, prebyterorum et diaconorum.\u00a0De Ordinatione prebyterorum. Traditio panis et vini. 163, editio tipica altera (Typis PolyglottisVaticanis 1990) p. 95 [Ordena\u00e7\u00e3o do Bispo, dos presb\u00edteros e di\u00e1conos, Entrega do p\u00e3o e do vinho,163 (Coimbra, Gr\u00e1fica de Coimbra &#8211; Conferencia Episcopal Portuguesa.1992) p. 107].<br \/>\nCfr. Pref\u00e1cio dos Ap\u00f3stolos I: Missale Romanum, editio typica(Typis Polyglottis Vaticanis1970). p. 426 [Missal Romano, Gr\u00e1fica de Coimbra 1992. 493].<br \/>\nCfr. Ef4, 11.<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 21: AAS 57 (1965) 24.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 21: AAS 57 (1965) 24.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 20: AAS 57 (1965) 23.<br \/>\nCfr. Inoc\u00eancio III, Professio fidei Waldensibus praescripta: DS 794; IV Conc\u00edlio de Latr\u00e3o, Cap. 1, De fide catholica: DS 802; CIC pu\u00f2. 1012; lattina CCEO. 744,747.<br \/>\nCIC pu\u00f2. 1024.<br \/>\nCfr. Mc3, 14-19; Lc 6, 12-16.<br \/>\nCfr. 1 Tm3, 1-13; 2 Tm1, 6: Tt 1, 5-9.<br \/>\nCfr. S\u00e3o Clemente de Roma, Epistula ad Corinthios, 42, 4: SC 167, 168-170 (Funk I. 152); Ibid., 44. 3: SC 167, 172 (Funk 1, 156).<br \/>\nCfr. Jo\u00e3o Paulo II, Ep. Ap. Ap. Mulieris dignitatem, 26-27: AAS 80 (1988) 1715-1720. Id.. Ep. Ap. Ap.\u00a0Ordinatio sacerdotalis:\u00a0AAS 86 (1994) 545-548; Sagrada Congrega\u00e7\u00e3o da Doutrina da F\u00e9, Decl. Inter insigniores:\u00a0AAS 69 (1977) 98-116; Id., Responsum ad dubium circa doctrinam in Epist. Ap. &#8220;Ordinatio Sacerdotalis&#8221; traditam:\u00a0AAS 87 (1995) 1114.<br \/>\nCfr. Heb5, 4.<br \/>\nCfr. 1 Cor7, 32.<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Decr.\u00a0Presbyterorum ordinis,16: AAS 58 (1966) 1915-1016.<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Decr Presbyterorum ordinis,16: AAS 58 (1966) 1015.<br \/>\nCfr. Concilio de Trento, Sess. 23\u00aa, Canoni del sacramento ordinis, c. 4: DS 1767: II Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 21: AAS 57 (1965) 25: Ibid., 28 AAS 57 (1965) 34: Ibid., 29: AAS 57 (1965) 36: Id., Decr.\u00a0Presbyterorum ordinis, 2: AAS 58 (1966)992.<br \/>\nCIC pu\u00f2 290-293. 1336. \u00a7 1, 3 e 5. 1338. \u00a7 2.<br \/>\nCfr. Conc\u00edlio de Trento, Sess. 23\u00aa, Canones de sacramento Ordinis, can.\u00a04: DS 1774.<br \/>\nCfr. Conc\u00edlio de Trento, Sess. 7\u00aa, Canoni dei sacramentis in genere, can. 12: DS 1612: Conc\u00edlio de Constan\u00e7a, Errores Iohannis Wyclif, 4: DS 1154.<br \/>\nSanto Agostinho, In Iohannis evangelium tractatus, 5, 15: CCL 36, 50 (PL 35, 1422).<br \/>\nPontificale Romanum. De Ordinatione Episcopi, prebyterorum et diaconorum.\u00a0De Ordinatione Episcopi. Prex ordinationis, 47, editio typica altera (Typis Polyglottis Vaticanis1990) p.24 [Ordena\u00e7\u00e3o do Bispo, dos presb\u00edteros e dos di\u00e1conos, Ora\u00e7\u00e3o de ordena\u00e7\u00e3o do Bispo, 47 (Coimbra, Gr\u00e1fica de Coimbra &#8211; Confer\u00eancia Episcopal Portuguesa.1992) 40].<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, dicembre 1992) 40].\u00a0Christus Dominus, 13: AAS 58 (1966) 678-679: Ibid., 16: AAS 58 (1966) 680-681.<br \/>\nS\u00e3o Hip\u00f3lito de Roma, Traditio apostolica, 3: ed. B. Botte (M\u00fcnster i.W. 1989) p. 8-10.<br \/>\nLiturgia Bizantina, 2\u00aa ora\u00e7\u00e3o da imposi\u00e7\u00e3o das m\u00e3ospresbiteral: Euchol\u00f3gion t\u00f2 m\u00e9ga (Roma 1873) p. 136.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 29 AAS 57 (1965) 36.<br \/>\nS\u00e3o Greg\u00f3rio de Nazianzo, Oratio 2, 71: SC 247, 184 (PAGG. 35, 480).<br \/>\nS\u00e3o Greg\u00f3rio de Nazianzo, Oratio 2, 74: SC 247, 186 (PAG. 35, 481).<br \/>\nS\u00e3o Greg\u00f3rio de Nazianzo, Oratio 2, 73: SC 247, 186 (PG 35, 481.<br \/>\nB. Nodet, Le Cure d&#8217;Ars. Sa pens\u00e9e-son coeur (Le Puy 1966) p. 98.<br \/>\nCfr Santo In\u00e1cio de Antioquia, Epistula ad Trallianos 3, 1: SC 10bis. 96 (Funk 1, 244).<br \/>\nCIC pu\u00f2. 1055. \u00a7 1.<br \/>\nCfr. Gn 1, 26-27.<br \/>\nCfr. Ap19, 7.<br \/>\nCfr. Ef 5, 32-32.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1067.<br \/>\nCfr. II Concilio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 47: AAS 58 11966) 1067.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 47: AAS 58 (1966) 1067.<br \/>\nCfr. Gn1, 27.<br \/>\nCfr. Gn1, 31.<br \/>\nCfr. Gn2, 23.<br \/>\nCfr. Gn2, 18.<br \/>\nCfr. Sl121, 2.<br \/>\nCfr. Mt 19, 4.<br \/>\nCfr. Gn3, 12.<br \/>\nCfr. Gn2, 22.<br \/>\nCfr. Gn3, 16.<br \/>\nCfr. Gn1, 28.<br \/>\nCfr. Gn3, 16-19.<br \/>\nCfr. Gn3, 21.<br \/>\nCfr. Gn3, 16.<br \/>\nCfr. Mt 19, 8: Dt 24, 1.<br \/>\nCfr. Os1-3: Is54; 62; Jr 2-3; 31; Ez 16; 23.<br \/>\nCfr. Ml2, 13-17.<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 22: AAS 58 (1966) 1042.<br \/>\nCfr. Ap 19, 7. 9<br \/>\nCfr. Jo2, 1-11.<br \/>\nCfr. Mt 19, 8.<br \/>\nCfr. Mt19, 10 .<br \/>\nCfr. Mt11, 29-30.<br \/>\nCfr. Mc8, 34.<br \/>\n123.Cf. Mt 19, 11.<br \/>\nCfr. Ef5, 26-27.<br \/>\nCfr. Conc\u00edlio de Trento, Sess. 24\u00aa.\u00a0Doctrina del sacramento Matrimonii:DS 1800; CIC pu\u00f2. 1055, \u00a7 I.<br \/>\nCfr. Lc14, 26; Mc10, 28-31.<br \/>\nCfr. Ap14, 4.<br \/>\nCfr. 1 Cor 7, 32.<br \/>\nCfr. Mt 25, 6.<br \/>\nCfr. Mc 12, 25: 1 Cor 7, 31.<br \/>\nCfr. Mt 19, 3-12.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.Lumen Gentium, 42: AAS 57 (1965) 48: Id., Decr. Perfectae caritatis, 12 AAS 58 (1966) 707: In., Decr.\u00a0Optatam totius, 10: AAS 58 (1966) 720-721.<br \/>\nS\u00e3o Jo\u00e3o Cris\u00f3stomo, De Virginitate 10, 1: SC 125, 122 (PG 48, 540): cfr. Jo\u00e3o Paulo II, Ex. ap.\u00a0Familiares consortio, 16: AAS 74 (1982) 98.<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Sacrosanctum Concilium, 61:AAS 56 (1964) 116-117.<br \/>\nCl. II Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 6: AAS 57 (1965) 9.<br \/>\nCfr. 1 Cor 10, 17.<br \/>\nJo\u00e3o Paulo II, Ex. ap.\u00a0Familiares consortio, 67: AAS 74 (1982) 162.<br \/>\nCfr. la lattina del CCEO. 817.<br \/>\nCCEO pu\u00f2. 828.<br \/>\nCfr. Ef 5, 32.<br \/>\nCIC pu\u00f2. 1057. \u00a7 1.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1067; CIC pu\u00f2. 1057, \u00a7 2.<br \/>\nOrdo celebrandi Matrimonium,62, Editio typica altera (Typis Polyglottis Vaticanas 1991) p. 17 [Celebra\u00e7\u00e3o do Matrim\u00f3nio, 62, Segunda edi\u00e7\u00e3o t\u00edpica (Coimbra, Gr\u00e1fica de Coimbra &#8211; Confer\u00eancia Episcopal Portuguesa 1993) p.31].<br \/>\nCfr. Gn2, 24; Mc10, 8: Ef 5, 31.<br \/>\nCfr. CIC can. 1103.<br \/>\nCfr. CIC can. 1057, \u00a7 1.<br \/>\nCfr. CIC can. 1083-1108.<br \/>\nCfr. CIC can. 1071, \u00a7 1, 3.<br \/>\nCfr. Conc\u00edlio de Trento, Sess. 24\u00aa, Decretum &#8220;Tametsi&#8221;: DS 1813-1816: CIC can. 1108.<br \/>\nCfr. can. CIC. 1063.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 49: AAS 58 (1966) 1070.<br \/>\nCfr. la lattina del CIC. 1124.<br \/>\nCfr. la lattina del CIC. 1086.<br \/>\nCfr. lattina C1C. 1125.<br \/>\nCfr. 1 Cor 7, 16.<br \/>\nCIC can.1134.<br \/>\nCfr. Mc10, 9.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1067.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1068.<br \/>\nCfr. la lattina del CIC. 1141.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 11: AAS 57 (1965) 16.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 11: AAS 57 (1965) 15-16: cfr. Ibid., 41:.AAS 57 (1965) 47.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1068.<br \/>\nCfr. Gl 6, 2.<br \/>\nTertuliano, Ad Uxorem2, 8. 6-7: CCL 1, 393 (PL 1, 1415-1416): cfr. Jo\u00e3o Paulo II, Ex. ap.\u00a0Familiaris consortio, 13: AAS 74 (1982) 94.<br \/>\nJo\u00e3o PauloII, Ex. ap.Familiares consortio, 13: AAS 74 (1982) 96.<br \/>\nCfr. Gn2, 24.<br \/>\nJo\u00e3o Paulo II, Ex. ap.\u00a0Familiaris consortio, 19: AAS 74 (1982) 101.<br \/>\nCfr. II Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 49: AAS 58 (1966) 1070.<br \/>\nJo\u00e3o Paulo II, Ex. ap.\u00a0Familiaris consortio, 19: AAS 74 (1982) 102.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1068.<br \/>\nJo\u00e3o Paulo II. Es. ap.\u00a0Familiaris consortio, 20: AAS 74 (1982) 104.<br \/>\nCfr. Jo\u00e3o Paulo II, Ex. ap.\u00a0Familiaris consortio, 83: AAS 74 (1982) 184; CIC pu\u00f2. 1151-1155.<br \/>\nJo\u00e3o Paulo II, Ex. ap.\u00a0Familiaris consortio, 84: AAS 74 (1982) 185.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1068.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes,50: AAS 58 (1966) 1070-1071.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Decl. Gravissimum educationis, 3: AAS 58 (1966) 731.<br \/>\nCfr. Jo\u00e3o Paulo II, Ex. ap. Familiaris consortio, 28: AAS 74(1982) 114.<br \/>\nCfr. 18, 8.<br \/>\nCfr. Al 16, 31; 11, 14.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium, 11: AAS 57 (1965) 16; cfr. Jo\u00e3o Paulo II, Ex. ap.\u00a0Familiaris consortio, 21: AAS 74 (1982) 105.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium,11: AAS 57 (1965) 16.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. dogm.\u00a0Lumen Gentium,10: AAS 57 (1965) 15.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 52: AAS 58 (1966) 1073.<br \/>\nJo\u00e3o Paulo II, Ex. ap.\u00a0Familiaris consortio, 85: AAS 74 (1982) 187.<br \/>\nII Conc\u00edlio do Vaticano, Cost. passato.\u00a0Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1067-1068; CIC can. 1055, \u00a7 1.<br \/>\nCfr. Conc\u00edlio de Trento, Sess. 24\u00aa.\u00a0Doctrina del sacramento Matrimonii:\u00a0DS 1799.<br \/>\nII Concilio do Vaticano, Cost. passato. Gaudium et spes, 50: AAS 58 (1966) 1070.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MATRIMONIUM SACRAMENT &#8220;L&#8217;alleanza matrimoniale, per mezzo della quale l&#8217;uomo e la donna costituiscono tra di loro l&#8217;intima comunione di tutta la vita, ordinata dalla loro natura naturale al bene dei loro coniugi e alla procreazione e all&#8217;educazione dei loro figli, \u00e8 stata elevata tra i battezzati da Cristo Signore alla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2775,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[18],"tags":[],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"2.12.2","language":"it","enabled_languages":["fr","pt","es","it","en"],"languages":{"fr":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"pt":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"es":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":true,"content":true,"excerpt":false}}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2536"}],"collection":[{"href":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2536"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2536\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2775"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2536"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2536"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/equipes-notre-dame.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2536"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}