LE ÉQUIPE SATELLITE (ES), QUESTE GRANDI SCONOSCIUTE
Sono ormai due anni da quando ci è stato affidato il compito di coordinare le équipe satellite insieme a quello della comunicazione dell’Équipe Responsabile Internazionale (ERI), e la nostra grande preoccupazione è stata far conoscere l’esistenza e l’importanza delle équipe che ci era stato affidato coordinare.
Nell’anno 2000, in seguito a una visita che l’ERI, guidata dalla coppia Volpini, effettuò al centro spaziale di Houston in occasione di una delle sue riunioni, si ritenne che le missioni di comunicare, collegare ed esplorare proprie di un satellite fossero analoghe a quelle di queste équipe che, in qualche modo, orbitano attorno al nostro movimento da più di due decenni, apportando riflessione, ricerca e risorse di formazione. Forse questo curioso nome rende un po’ difficile comprendere la loro missione; per questo potrebbero benissimo essere conosciute come équipe di lavoro e sviluppo, denominazione che, a nostro avviso, è molto più descrittiva.
Nel corso degli anni, le ES si sono occupate di rispondere alle esigenze molto diverse delle équipe di tutto il mondo. L’ERI costituisce équipe formate da coppie appartenenti a diverse Superregioni e assegna loro un progetto da sviluppare. L’aspetto più arricchente delle équipe è la loro eterogeneità, come piccolo campione del nostro Movimento. Questa caratteristica è fondamentale affinché il lavoro venga proposto da diversi punti di vista e dia così una risposta adeguata alla grande varietà di culture che compongono le Équipes di Nostra Signora.
Numerose sono le tematiche affrontate dalle molte équipe satellite che si sono succedute nel tempo: dai temi di studio, passando per la sessualità, le équipe di anziani, le giovani coppie, la formazione o l’aggiornamento di documenti, tra gli altri. Il frutto di questi lavori ha sempre cercato di rispondere alle richieste avanzate dall’ERI. A volte con maggiore diffusione e accoglienza rispetto ad altre, questi materiali sono sempre rimasti a disposizione di tutte le Superregioni perché ne facessero libero uso. Molti di essi si possono ancora trovare sul sito web internazionale, a disposizione di chiunque voglia consultarli.
È proprio questo il percorso seguito dall’attuale Équipe Responsabile Internazionale. Dopo una consultazione generale rivolta al Collegio Internazionale, formato da tutti i responsabili delle Superregioni del Movimento, si è giunti alla conclusione che gli ambiti di maggiore interesse attualmente sono la formazione, l’accesso alle risorse create e una maggiore conoscenza della figura di Padre Caffarel. Sulla base di questa constatazione, sono state create tre équipe per sviluppare altrettanti progetti che rispondano a queste esigenze.
La prima di queste équipe, Aggiornamento del piano permanente di formazione, sta lavorando per riorganizzare, aggiornare e armonizzare l’attuale piano di formazione permanente, mantenendo la fedeltà al carisma fondativo e al tempo stesso rispondendo alle esigenze formative di oggi. Questa équipe è composta da cinque coppie provenienti da Colombia, Paraguay, Brasile, Libano e Canada.
La seconda équipe, Catalogo delle risorse, ha come obiettivo principale la creazione di una piattaforma online di gestione documentale che consenta una catalogazione efficiente, nonché la classificazione e la distribuzione di ogni tipo di risorsa disponibile (materiali audiovisivi, presentazioni, libri, materiali di formazione…), permettendone la conservazione, la raccolta e l’accesso da parte dei membri delle équipe con i permessi opportuni. È un compito immenso e molto ambizioso, ma una volta concluso sarà di grandissima utilità e, cosa ancora più importante, si basa sul principio dell’aiuto reciproco, mettendo il nostro stesso lavoro a disposizione di chi ne ha bisogno. Le sei coppie che compongono l’équipe provengono da Brasile, Emirati Arabi Uniti, Senegal, Portogallo, Stati Uniti e Italia.
La terza e ultima équipe non ha la struttura consueta, poiché la sua stessa natura non lo consente. Recuperare i materiali di Padre Caffarel, così si chiama, è stata creata per recuperare, rivedere le traduzioni e digitalizzare i materiali di Padre Caffarel già pubblicati, con l’intento di far conoscere la sua opera sia all’interno che all’esterno del movimento, sostenendo così la causa della sua beatificazione. Ovviamente, la collaborazione degli Amici di Padre Caffarel è essenziale, non solo per poter contare sulla loro preziosa esperienza e sul loro sostegno, ma anche per allineare i rispettivi interessi. Per questo motivo, diverse coppie francesi di questa associazione fanno già parte attiva dell’équipe, mentre due coppie equipiste del Brasile e dell’Argentina stanno rivedendo traduzioni già realizzate. C’è ancora molto da fare: catalogare, trascrivere i materiali fonografici, digitalizzare… L’opera di Padre Caffarel è vasta e un lavoro accurato richiederà molto tempo e dedizione, ma i benefici che ne deriveranno saranno senza dubbio di grande valore per la diffusione della sua vita e della sua opera.
Se sei arrivato fin qui, non potrai più dire di non sapere cosa sia un’équipe satellite, e noi avremo raggiunto il nostro obiettivo principale: farle conoscere. Tuttavia, per verificarne l’importanza, sarà necessario approfondire i materiali già realizzati dalle équipe precedenti. Ci sono molti tesori da scoprire, e vale la pena dedicare del tempo a dare uno sguardo a documenti e altre risorse, frutto del lavoro di tante coppie. Questo sarà senz’altro il modo migliore perché le équipe satellite diventino, d’ora in poi, queste grandi conosciute.
Ricardo e Carmen
Coppia responsabile della Comunicazione dell’ERI
LETTERA ERI SETTEMBRE 2026
A dieci anni dall’Esortazione apostolica Amoris Laetitia
Il Santo Padre Leone XIV ha convocato i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i presidenti delle Conferenze Episcopali a un incontro sulla famiglia in occasione del decimo anniversario dell’Esortazione apostolica postsinodale di Papa Francesco, “Amoris Laetitia”, per il prossimo mese di ottobre a Roma. Questa convocazione giunge con un messaggio firmato dal Pontefice nel giorno della solennità di San Giuseppe, a dieci anni da questa Esortazione del 19 marzo 2016. Come Équipe Responsabile Internazionale riteniamo che questa sia un’occasione quanto mai opportuna per rileggere tale documento come coppie o insieme all’équipe di base.
A suo tempo questa Esortazione è stata al centro delle riflessioni e dei dibattiti. Purtroppo spesso limitati unicamente al tema dei sacramenti per i divorziati risposati. Papa Leone definisce questa Esortazione un “luminoso messaggio di speranza sull’amore coniugale e familiare”. Egli desidera infatti “rendere grazie al Signore per l’impulso dato allo studio e alla conversione pastorale della Chiesa, e chiedergli il coraggio di proseguire il cammino, accogliendo sempre di nuovo il Vangelo, con la gioia di poterlo annunciare a tutti”.
Nel suo messaggio, Papa Leone XIV si richiama all’insegnamento del Concilio Vaticano II per ricordare che la famiglia è “il fondamento della società, un dono di Dio e scuola del più ricco umanesimo” (Concilio Vaticano II, Cost. Past. Gaudium et Spes, 52) e che “mediante il sacramento del matrimonio, i coniugi cristiani costituiscono una sorta di ‘Chiesa domestica’, il cui ruolo è essenziale per l’educazione e la trasmissione della fede” (Concilio Vaticano II, Cost. Dogm. Lumen gentium, 11). Ricorda anche che l’impulso conciliare è stato raccolto dai Pontefici: Giovanni Paolo II con Familiaris Consortio nel 1981 e Francesco con Amoris Laetitia. Entrambe le esortazioni, indica Papa Leone, “hanno stimolato l’impegno dottrinale e pastorale della Chiesa al servizio dei giovani, dei coniugi e delle famiglie”.
Papa Leone insiste sulla necessità di continuare ad approfondire oggi il prezioso insegnamento di Amoris Laetitia. Di questa Esortazione il Papa mette in rilievo alcuni aspetti:
- La speranza biblica della presenza amorosa e misericordiosa di Dio, che permette di vivere “storie d’amore” anche quando si attraversano “crisi familiari” (AL 8);
- L’invito ad assumere “lo sguardo di Gesù” (AL 60);
- Stimolare senza sosta “la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare” (AL 89);
- L’appello a scoprire che l’amore nel matrimonio “dà sempre vita” (AL 165) ed è “reale” proprio nel suo modo “limitato e terreno” (AL 113);
- “Accompagnare, discernere e integrare la fragilità”, superando una concezione riduttiva della norma, e promuovere “la spiritualità che scaturisce dalla vita familiare” (AL 313).
Papa Leone nel suo messaggio aggiunge inoltre alcune parole che sembrano rivolte agli equipiers: dice che “per compiere la missione di annunciare il Vangelo della famiglia alle giovani generazioni, dobbiamo imparare a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio proprio nel riconoscimento della sua fragilità, al fine di risvegliare la fiducia nella grazia e il desiderio cristiano di santità”. Di qui nasce il suo ringraziamento al Signore “per le famiglie che, nonostante le difficoltà e le sfide, vivono ‘la spiritualità dell’amore familiare […] fatta di migliaia di gesti reali e concreti”. Impossibile non vedere qui riflessi i volti delle coppie equipiers nella loro vita quotidiana.
Da parte loro, il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e la Segreteria Generale del Sinodo hanno pubblicato in luglio l’itinerario tematico. È il documento che prepara e accompagna i lavori dell’Incontro con il Santo Padre. Come sottolinea questo documento, tali giornate di lavoro intendono configurarsi come uno spazio reale di incontro, di ascolto e di discernimento: accogliendo le esperienze vive delle famiglie, condividendo racconti concreti di vita, riflettendo sulle iniziative di accompagnamento che le comunità stanno mettendo in pratica e dialogando con esperti.
È dunque, come afferma il documento di lavoro, “un itinerario eminentemente pastorale, che pone al centro le famiglie non solo come destinatarie dell’azione della Chiesa, ma come SOGGETTI DELLA SUA MISSIONE, attraverso i quali il Vangelo prende forma nelle relazioni quotidiane, nelle decisioni, nella fragilità e nella speranza”. Questo accento pastorale viene messo in risalto nel titolo del documento di lavoro: “Dieci anni dopo Amoris Laetitia: Annunciare il Vangelo con le Famiglie di Oggi”. Questo è molto importante perché nelle END l’annuncio del Vangelo del Matrimonio si fa CON le coppie e le loro famiglie. Ogni giorno impariamo meglio che non solo riceviamo i beni e le gioie del Carisma, ma siamo i soggetti responsabili del suo annuncio oggi e qui dove viviamo.
Cinque sono i nuclei tematici proposti alla riflessione dei partecipanti, prima e durante l’Incontro:
- Le famiglie oggi: realtà, bellezza e sfide. Discernere i segni dei tempi a partire dall’esperienza delle famiglie e dall’impegno della Chiesa oggi.
- I giovani e la scoperta della vocazione matrimoniale. Ascoltare i giovani e accompagnarli nella scoperta del valore del matrimonio.
- La vita matrimoniale. I primi anni di matrimonio: un tempo decisivo. Ascoltare e accompagnare le coppie nei primi anni di vita matrimoniale e in ogni tappa della vita.
- Nelle difficoltà della vita: accompagnare e sostenere. Camminare con le famiglie in situazioni complesse.
- Le famiglie cristiane, soggetti della missione della Chiesa. Accogliere l’amore coniugale e familiare come slancio per la missione.
Questi temi possono suggerirci alcune riflessioni nelle nostre équipe di base, in altri momenti o sessioni di formazione. Ma l’invito finale è che come END accompagniamo con la preghiera questo Incontro del Santo Padre con i vescovi e le famiglie, affinché lo Spirito di Dio continui a far risplendere davanti all’umanità la gioia e la bellezza dell’annuncio dell’Amore del sacramento del matrimonio e della famiglia, e affinché rafforzi tutti noi equipiers per esserne testimoni.
Padre Augusto
Consigliere spirituale dell’ERI




