Commento mensile su “La gioia dell’Amore” a cura di P.Jacinto Farias

Amoris Laetitia – Il secondo capitolo

Il secondo capitolo dell’Amoris laetitia è consacrato all’osservazione della realtà del matrimonio e della famiglia nella società e nella Chiesa: l’ambiente vi è caratterizzato, complessivamente, come un “degrado morale e umano” (AL 35). Con molta lucidità e senso della realtà, Papa Francesco denuncia la “decadenza culturale”, della quale l’espressione più evidente è l’opinione, sempre più presente nella società attuale, secondo la quale “tutto è scartabile” (AL 39). L’unità e l’indissolubilità del matrimonio, che la Chiesa riconosce e difende, sembra estranea a molti. Essi non sentono che il messaggio della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia è un riflesso della predicazione e degli atteggiamenti di Gesù, che nel contempo proponeva un ideale esigente e non perdeva mai la vicinanza compassionevole alle persone fragili (cfr. AL 38). In questo senso Papa Francesco attira l’attenzione su qualche sfida per ciò che concerne la necessaria accoglienza e l’integrazione nella famiglia e nella società delle persone portatrici di handicap (cfr. AL 47), delle persone anziane, in sempre più grande numero oggi, contrariamente al tasso di natalità sempre più basso; ciò che mette in pericolo il necessario rinnovarsi della società (cfr. AL 48), oltretutto con il grave problema della esclusione del mistero della sofferenza e della morte e il ricorso all’eutanasia come mezzo per morire senza dolore (AL 48).
Se i cristiani vacillano nella loro fede, il mondo si raffredda e muore di freddo, privato dei valori che solo i cristiani, animati dallo Spirito del Signore, possono offrire ad esso; questo si verifica anche nella crisi attuale provocata, fra altre cause, da una certa idealizzazione del matrimonio e dell’amore (AL 36) e da un “individualismo esasperato” (AL 33) secondo il quale la realizzazione di sé e la felicità sono il fine assoluto che giustifica l’esistenza umana. La famiglia non può trasformarsi in un luogo di passaggio (cfr. AL 34) e il matrimonio, sul quale si fonda la famiglia, dovrà essere visto “come un cammino dinamico di crescita e di realizzazione “ (AL 37) e non come “un peso da sopportare per tutta la vita” (AL 37).
Ecco alcuni problemi e sfide che si pongono alla Chiesa e ad ogni cristiano: si tratta di tenere seriamente conto del Vangelo del matrimonio e della famiglia, inseparabile dal mistero della croce, della croce gloriosa che il Signore ha portato sulle sue spalle nel cammino del calvario. La croce che Egli ha portato è la croce di ciascuno di noi; questa croce portata dal Signore e con Lui è segno di salvezza. Con le coppie cristiane e con le famiglie, la Chiesa è inviata in missione per testimoniare l’amore crocifisso sorgente di pace e di speranza per il mondo: “La famiglia è un bene da cui la società non può prescindere, ma ha bisogno di essere protetta” (AL 44). Ecco la preoccupazione di fondo che anima l’Amoris Laetitia, che insiste sulla presentazione della bellezza dell’amore più che sugli aspetti oscuri della crisi. È per ciò che questo capitolo si limita ad attirare l’attenzione: la sua intenzione è di segnare il passaggio con il cantico della carità, seguendo i passi di San Paolo.

José Jacinto Ferreira de Farias, scj
Congliere Spitituale ERI